martedì, novembre 30, 2004

Immagini di un pomeriggio

Un piccione morto, spiaccicato davanti a me. Di fianco arrivano le note di un violino stanco: sempre la stessa melodia. Cielo a metà fra il grigio e l’azzurro, aria fredda.Una striscia di sangue e budella esce dall’animale morto, ogni tanto qualche piuma vola via portata dal vento leggero e si posa qualche metro più in là.
Mangio e guardo questo spettacolo, vedo le interiora del piccione dentro il mio panino ma continuo a masticare; guardo la turista che si mette in posa per una foto davanti alla fontana della piazza, il suo ragazzo scatta e vanno via felici mano nella mano.
Ho freddo al culo: il marmo di questi gradini dove sono seduto è ghiacciato. Passa della gente che conosco e abbasso gli occhi fingendo di essere impegnato per non essere costretto a salutare. Arriva un signore zoppo, si siede di fianco a me, mi guarda mangiare, parla da solo, vorrei offrirgli un pezzo di focaccia ma non lo faccio. Un cane si avvicina al piccione: lo annusa interessato, il padrone tira il guinzaglio e lo trascina via ma il cane rimane girato a guardare ciò che rimane di quell’uccello.
Il violino continua a suonare e riempie l’aria triste di musica antica che sembra arrivare dall’inizio del secolo.Gli darò qualche moneta quando mi alzerò da qui. Arriva un gruppo di turisti giapponesi al centro della piazza, sempre uguali a loro stessi: le loro macchine fotografiche, il loro interesse, guardano affascinati e stupiti tutto ciò che la guida indica loro, chiacchierano e ridono, chissà cosa pensano di questo posto, di questo violino, di quest’aria fredda e di questa tristezza che ci circonda con le luci di Natale che non sono ancora accese e i negozi chiusi e le Porsche dei ricconi che vanno avanti e indietro per queste stradine.
Non c’è quasi più nessuno ormai, la luce è calata e fa ancora più freddo, la musica del violino distante continua. Gli darò qualche moneta quando mi alzerò da qui.

giovedì, novembre 25, 2004

uoy knahT

Focca la bindella non ho più tempo da quando lavoro per guardare il blog, sono talmente stressato in questi giorni che riuscirei ad addormentarmi in mezzo al traffico di milano.
Vorrei solo dire una cosa, tante volte nella nostra vita urliamo di dolore contro Dio e contro tutti per le nostre sfortune, ci danniamo e ci disperiamo per tutte le brutte cose che succedono, ci incazziamo e ce la prendiamo con quelli che non hanno fatto niente.
Vorrei solo andare contro tendenza, come faccio sempre e vorrei ringraziare...
Tutti quelli che stanno vicino: a me, agli altri, quelli che hanno ancora il tempo di ascoltarmi, quelli che hanno voglia di parlarmi, quelli che alla fine riescono anche ad aspettarmi, quelli che mi hanno sopportato e quelli che mi sopporteranno ancora.
Grazie.

Ci siete anche voi nella lista di persone che ho citato prima, e quindi vi ringrazio.

Tyler

Frase

"Ci vuole un minuto per notare una persona speciale, un'ora per apprezzarla, un giorno per volerle bene, ma poi tutta una vita per dimenticarla"

by Charlie Chaplin


martedì, novembre 23, 2004

Sito Porno!!!

Ragazzi guardate questo sito con immagini porno stupende e assolutamente gratis!!!
http://www.galumpia.co.uk/adult/adult_2.htm
(Questo sito può contenere link a immagini e filmati di SESSO ESPLICITO, immagini pornografiche di strani atti sessuali. Cliccando questo link certifichi di essere considerato una adulto dalla legge del tuo paese e che non puoi essere offeso dal vedere atti sessuali espliciti)

lunedì, novembre 22, 2004

Utopia

Non prendetemi per pazzo…..ma l’altro giorno guardavo fuori dalla finestra ed ero un po’ malinconico, quando ad un certo punto mi è venuta in mente una domanda a cui spero prima o poi di trovare una risposta. Per intanto ve la giro a voi giusto per curiosità………:

“Se Dio esistesse davvero, e aveste la possibilità di fargli una sola e singola domanda…..quale domanda gli fareste?�

sabato, novembre 20, 2004


Ragazzi guardate quanto ero figo (e biondo) da piccolo!!!

venerdì, novembre 19, 2004

il cucchiaio non esiste....PORCA SULTANA!!!!! Posted by Hello

Raga il nostro MFM quando aveva solo 18 anni....peccato che sei un po cavolto...:-) Posted by Hello

Bella questa, è da tanto che non la vedevo...mi sei sempre piaciuto bello sanguinoso Posted by Hello

Alcool

E' stato constatato che bere alcolici significa una morte lenta............ma chi ha fretta?

martedì, novembre 16, 2004

Sento Delle Voci...

Di notte quando sono solo nel mio letto, sento qualcuno che mi chiama. Potrebbe essere la voce di mia madre, di mio padre o della mia ragazza. Solo il mio nome, così, nel buio; alzo la testa, accendo la luce, ma non c’è nessuno vicino a me. Rimango a pensare, a chiedermi se mi sono illuso, ma il richiamo è così reale.
Ogni tanto mi capita di sentire qualcuno che mi chiama, quando sono solo di notte, nel buio. Allora mi metto a sedere, accendo la luce e mi guardo attorno, cerco di capire se c’è qualcuno in casa, cosa vuole da me, mi alzo e apro la porta, vado in cucina con in testa il suono di quella voce che mi chiama. Ogni volta è qualcuno diverso, può essere mio padre, mio nonno, un collega o un’amica. Qualcuno che mi chiama quando non me l’aspetto, mi chiama nel buio e io non riesco a capire chi è.Mi alzo, mi guardo attorno, dietro le spalle.
Altre volte vedo qualcosa nell’ombra, un volto dietro la finestra mentre guardo la televisione, un sospiro dietro la schiena mentre sono sdraiato su un fianco. La costante convinzione di una presenza, sento il bisogno di guardare dietro di me, di scostare una tenda o di aprire una porta. La presenza di qualcosa mi spaventa, di notte.
E così, visto che non dormo, penso, esco sul balcone e cerco di scoprire quello che non esiste, provo a rispondere alle voci e a guardare in faccia le ombre nascoste, ma la mia solitudine mi ripropone un vuoto e un silenzio incessante, ogni notte, ogni volta che sento qualcuno che mi chiama e non riesco a rispondere mi ritrovo più solo e spaventato di prima. Bevo qualcosa e mi accendo una sigaretta, appoggiato alla ringhiera, guardo attraverso la porta finestra la mia stanza illuminata, il mio letto stropicciato, l’armadio nella penombra. Butto il mozzicone dal balcone e osservo le scintille rosse schizzare via. Un’altra notte immaginata. Un’altra voce nell’ombra.
Continuo a creare ciò che mi distrugge.

sabato, novembre 13, 2004

Cacao

Lo sapevate che il cacao è generato da un frutto che si chiama cabosse, è una grossa bacca pendula e di forma allungata con buccia liscia o verrucosa, solcata longitudinalmente.
Con la maturazione di questo frutto scompaiono le pareti delle longe e appaiono i semi, simili a mandorle, immersi in una polpa biancastra e zuccherina e disposti generalmente in 5 serie longitudinali.
Tutto questo per dire cosa?
In Italia noi facciamo i dolci (barrette di cioccolato, torte, merendine ecc.) con il cacao naturale senza aggiunte particolari, mentre in atri paesi il cacao viene allungato con il burro di cacao.
Ovviamente con il burro di cacao i dolci non sono più buoni come al naturale e perdono un po’ del loro sapore tradizionale…ma con mio sommo piacere ho scoperto che l’ Unione Europea permette la produzione dei dolci con questo “surrogato�.L
E vi dirò di più, se prima permetteva alle aziende di produrre i dolci con una percentuale di burro di cacao, adesso quella percentuale può essere anche burro di cocco o qualsiasi altro grasso vegetale.
Per fortuna esiste la legge di dover scrivere come si produce questi dolci, altrimenti non sapremmo neanche cosa ci stiamo infilando in bocca…
Comunque è una questione di anni e non avremo più il nostri beneamati dolci naturali perché produrli con quel metodo è molto più economico e quindi in futuro tutti si adegueranno a produrli in quel determinato modo senza più far caso alla qualità.
Capisco che questi grassi vegetali sono prodotti dai paesi in via di sviluppo e quindi bisogna promuovere un mercato equo, ma non bisogna diminuire la qualità delle cose per interessi lucrativi, altrimenti è il primo passo per la McDonaldizzazione.
;-)
E sarà cosi per molte altre cose.
Guardate questo sito è interessante.
http://members.xoom.virgilio.it/mercurio2000/choco/leggi.htm

p.s. se ho sbagliato a dire qualcosa spero che qualcuno me lo faccia notare al più presto e mi dica che quello che ho detto è tutta una cazzata, mi farebbe enormemente piacere :-)

Tyler

giovedì, novembre 11, 2004

niente di che

Non scriverò questo post come tutte le altre volte: stando attento agli errori, alla punteggiatura; non guarderò le mie mani muoversi veloci sulla tastiera, chiuderò gli occhi e lascerò scorrere i miei pensieri come un ruscello che divide due rive, cercherò di sentirmi parte di questo mondo,anche se effettivamente tante volte mi sento veramente distaccato da esso.
Avete mai passato ore e ore a pensare, a giocare con i vostri pensieri, a fantasticare sul futuro o magari sul presente per ricongiungere i vostri sogni con la realtà?
Non c’è mai fine alla fantasia delle persone e se tante volte rischiamo di impazzire è solo la nostra fantasia che ci può salvare dalla cruda realtà, e allora noi nuotiamo in un mare di ricordi, di speranze, apriamo nuovi mondi in cui noi siamo altre persone che vivono altre vite, e anche se quando torneremo indietro sarà sempre la stessa esistenza, noi avremo avuto un attimo di pace dove poter sperare anche solo una volta di essere tranquilli.
Vedo quel re seduto su un trono di spine che grida al mondo e ghigna della sua indifendibile stupidità, egli sta seduto con le mani conserte senza dover fare niente, senza dover essere veramente presente, per lui fanno tutto gli altri, e stranamente gli altri siamo noi.
E se ci ribellassimo?
E se domani tutti smettessimo di comprare?
E se un giorno decidessi di andare in giro nudo per casa mia?
So che sembra assurdo, ma non potremmo farlo, noi non possiamo decidere, io non posso oppormi e diciamo la verità, non ho neanche la forza, ne il coraggio di farlo.
Ma tutto questo non è infinito, non è la lunga strada verso il baratro, è solo che ognuno vive per se stesso e il nostro mondo piano piano si sta sciogliendo e noi siamo cosi presi da noi stessi che non riusciamo a capire che tutte queste belle cose che abbiamo creato fra un po’ scompariranno.
Si parla di individualismo, si parla di gente che non vuole avere a che fare con gli altri, si parla di qualcosa che non deve essere mai condiviso, si parla di gente che non vuole aiutare ne gli altri, ne se stessi, vuole soltanto approfittarsene.
Spada Spezzata nel film Hero dice: “Sotto lo stesso cielo.�
Noi ormai siamo un branco di pecore che si mette in coda per suicidarsi lanciandosi da un burrone, stiamo andando verso un mondo dove nessuno è sotto lo stesso cielo, e quel cielo è scuro e ci fa paura.

Yuòrt

....mmmm....



mercoledì, novembre 10, 2004

Compriamo

Acquistiamo, paghiamo e ci ammazziamo piano piano. Ci compriamo cose che ci portano alla distruzione, vogliamo macchine potenti e costose che inquinano e ci disintegrano, mangiamo panini di McDonald che ci fanno venire la gastrite, lavoriamo giorni e giorni per avere dei cellulari che ci bruciano le cellule del cervello e guardiamo programmi in televisione che forse inceneriscono ancora di più la nostra mente. E paghiamo un sacco di soldi per tutto questo.
Pensiamo di dover guadagnare denaro per vivere, ma questo non serve ad altro che a suicidarci fisicamente, moralmente e mentalmente. Se tutto questo poi ci rendesse felici potrebbe ancora avere un senso, no? Ma invece ci sentiamo sempre più tristi e soli, anche se possiamo comunicare con tutto il mondo in un secondo; anche se in un attimo possiamo sapere tutto, in realtà troviamo solo finzione nelle nostre mani e aria nel cervello.
E poi compriamo cibi, carni e bevande che ci ammalano, desideriamo a tutti i costi vestiti e scarpe che sfruttano e uccidono, spendiamo milioni in droghe varie solo per vivere felici, pensando che la felicità si possa comprare. Ma ormai tutto il mondo è una droga, riusciamo ad assuefarci ad ogni cosa e facciamo di tutto per averla, spendiamo la maggior parte di ciò che guadagniamo per avere cose inutili, perché è così che gira il mondo. Non si può rimanere indietro, non si può non essere alla moda, non si può evitare di far parte di tutto questo. E quando abbiamo quello che vogliamo la nostra tristezza non svanisce, ma almeno abbiamo evitato di pensare a cose più importanti, abbiamo impegnato la nostra mente, i nostri soldi, il nostro sforzo, verso qualcosa di inutile e non ci siamo resi conto di cosa in realtà girava sotto queste cose.
Un tempo esistevano droghe vere, dichiarate, oggi le droghe non sono più quelle che si fumano, che si tirano o che si inalano, sono droghe subliminali che si impossessano di noi senza che ce ne rendiamo conto: televisione, cibi, mode, consumi, piano piano ci distruggono, distolgono e annullano la nostra mente. E noi siamo tristi e non ci chiediamo perché, pensiamo che la nostra tristezza derivi dal fatto di non essere come gli altri, di non avere ciò che hanno gli altri e quindi desideriamo sempre di più e cerchiamo la felicità nel nulla.
E ancora, poveri stupidi, compriamo, paghiamo, spendiamo e non decidiamo niente, perché è così che la macchina gira ed è così che bisogna comportarsi.

martedì, novembre 09, 2004

Teoria Della Relatività

Quando un uomo siede vicino a una bella ragazza per un'ora, pensa che non sia passato più di un minuto. Ma fatelo sedere sopra un termosifone bollente per un minuto, crederà che siano passate delle ore. Ecco cos'è la relatività.
Albert Einstein

Albert Einstein

sabato, novembre 06, 2004

Somiglianze & Differenze

martedì, novembre 02, 2004

C'E' UN INTRUSO

Ragazzi ma chi è roty???
datemi delucidazioni....è per caso.....Nonna Chiwy?
Oppure...Bontina?
no deve essere.....ci sono è il tipo che ballava latino americano al rococo'!!!!
^___^

Roty scoprirò chi sei, fosse l'ultima cosa che faccio!!!!!
ARRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!

Il Bottino Di Jake

"Lo so che sei tu."
"E allora perchè me lo chiedi?
"Fa molto film non credi?
"Non so...sarà quella luce e il suo interminabile ronzio che mi fa pensare a quei film americani di mafia dove loro vanno in giro in giacca e cravatta con 40 gradi all'ombra e che alla fine la loro maglietta bianca si sporca sempre di sangue"
"Questo silenzio mi sta facendo impazzire"
"Non sei mai riuscito a sopportare l'attesa, è quello che mi rende veramente contenta, non sarà una cosa veloce, ci vorrà molto più di quanto tu possa immaginare."
Jake si accese una sigaretta sull'unica sedia che c'era in quel capannone, si trovava seduto proprio al centro della struttura sotto l’unica luce al neon.
Si voltò verso Gillian e aspirò il fumo socchiudendo gli occhi, appoggiò la testa sullo schienale e lo lasciò andare dalla bocca senza spingerlo fuori, lasciandolo libero di uscire senza pressione, a suo piacimento e quella nuvola grigia si divise e sparì nel buio dello stabile.
“Ho incominciato a fumare solo per queste occasioni, non si sa mai cosa dire quando piombano questi silenzi imbarazzanti, invece se hai una sigaretta puoi passare come indifferente alla situazione e spostare l’attenzione sulla fievole fiamma del tuo accendino...cos’è tu hai smesso?�
�No Jake, affatto. Fumo ancora, ma non quando lavoro, voglio dividere il dovere dal piacere, non mi è mai piaciuto mescolare le cose�.
�Gia…caffè o latte vero? Niente cappuccino.�
�Come l’oro Jake.�
�Come sta tua sorella? Esce ancora con quel coglione?�
“Si e ormai stanno per sposarsi, ma non mi sembra che sia un coglione, lui è riuscito a tenerla con se…inoltre lei non si è mai lamentata di lui, cosa che non è successa a qualcun altro…
silenzio
…Comunque, ti ha dimenticato abbastanza bene, mentre vedo che per te i ricordi non muoiono mai.�
�Gia, ma andiamo al sodo, non mi piace aspettare, non l’hai detto tu prima?�
�Giusto, e sarebbe stata una morte veloce se avessi cercato di fregare solo Key, ora è una questione personale e dato che sapevo che mosse avresti fatto tu ti sei intrappolato da solo e non ti puoi muovere, devi solo aspettare quello che io dica, che tu faccia.�
…silenzio…
Gillian puntò la pistola alla tempia di Jake.
Jake trasse il coltellino a serramanico accuratamente nascosto nella tasca.
Un fendente partì dalla sua mano colpendo al petto Gillian.
La pistola sparò il suo colpo.
Jake ebbe la sua morte istantanea trafitto da un proiettile nella tempia.
Gillian cadde sul pavimento e tra atroci dolori si liberò della sua vita tra gli spasmi.
Il sangue si spargeva ormai come una macchia di petrolio.
Il colore della stanza si affievoliva.
Il bottino rimase la dove Jake lo aveva nascosto prima di andare nel capannone.

Nessuno sa dov’è e nessuno lo scoprirà mai.

Il capannone fu poi esaminato dalla polizia che trovò i due cadaveri, ma non riuscì mai a connettere il pluri-omicidio con la sua vera storia.

Cosi ho visto a 8 anni, nascosto nella grata del capannone e sto ancora cercando il bottino.

lunedì, novembre 01, 2004

Strada buia.

Pioggia e alberi.
Alberi e pioggia davanti agli occhi.
La macchina scorre veloce sulla strada bagnata.
Ma non troppo.
Veloce, intendo.
Nessuno sui marciapiedi.
Nessuno in giro.
Nessuna macchina nella corsia.
E neanche nell’altra.
Corsia.
Strada buia.
Notte senza stelle.
Solo nuvole nel cielo.
Nuvole e pioggia.
La pioggia batte lenta sul vetro.
I tergicristalli piano la portano via.
Batte anche sul tetto della macchina.
Musica tranquilla.
La mente vola.
Non c’è più la strada.
C’è solo musica e pioggia.
E buio.
E strada.
Solo.
Intorno il niente.
Il vento muove gli alberi.
Ma non basta a turbare la pace.
Silenzio.
Nonostante il rumore della pioggia e la musica dell’autoradio.
E i tergicristalli monotoni e ripetitivi.
Silenzio nella testa.
Tutto fa parte di tutto.
Ogni rumore intorno è necessario.
Ci deve essere.
E quindi è come se non ci fosse.
È normale.
Strada lunga.
Ma neanche troppo.
Qualche minuto e poi sarà di nuovo vita.
Una volta che la strada è finita.
Pochi minuti ancora di acqua.
Gocce.
Asfalto.
Buio.
Alberi.
Vento.
Notte e musica.