martedì, novembre 16, 2004

Sento Delle Voci...

Di notte quando sono solo nel mio letto, sento qualcuno che mi chiama. Potrebbe essere la voce di mia madre, di mio padre o della mia ragazza. Solo il mio nome, così, nel buio; alzo la testa, accendo la luce, ma non c’è nessuno vicino a me. Rimango a pensare, a chiedermi se mi sono illuso, ma il richiamo è così reale.
Ogni tanto mi capita di sentire qualcuno che mi chiama, quando sono solo di notte, nel buio. Allora mi metto a sedere, accendo la luce e mi guardo attorno, cerco di capire se c’è qualcuno in casa, cosa vuole da me, mi alzo e apro la porta, vado in cucina con in testa il suono di quella voce che mi chiama. Ogni volta è qualcuno diverso, può essere mio padre, mio nonno, un collega o un’amica. Qualcuno che mi chiama quando non me l’aspetto, mi chiama nel buio e io non riesco a capire chi è.Mi alzo, mi guardo attorno, dietro le spalle.
Altre volte vedo qualcosa nell’ombra, un volto dietro la finestra mentre guardo la televisione, un sospiro dietro la schiena mentre sono sdraiato su un fianco. La costante convinzione di una presenza, sento il bisogno di guardare dietro di me, di scostare una tenda o di aprire una porta. La presenza di qualcosa mi spaventa, di notte.
E così, visto che non dormo, penso, esco sul balcone e cerco di scoprire quello che non esiste, provo a rispondere alle voci e a guardare in faccia le ombre nascoste, ma la mia solitudine mi ripropone un vuoto e un silenzio incessante, ogni notte, ogni volta che sento qualcuno che mi chiama e non riesco a rispondere mi ritrovo più solo e spaventato di prima. Bevo qualcosa e mi accendo una sigaretta, appoggiato alla ringhiera, guardo attraverso la porta finestra la mia stanza illuminata, il mio letto stropicciato, l’armadio nella penombra. Butto il mozzicone dal balcone e osservo le scintille rosse schizzare via. Un’altra notte immaginata. Un’altra voce nell’ombra.
Continuo a creare ciò che mi distrugge.