Cari ragazzi, come potete notare qui a destra, da oggi su questo fantastico blog abbiamo anche a disposizione una magnifica chat da usare per comunicazioni live tra di noi. Per entrare basta che cliccate il link e vi scegliete un nickname (può essere diverso ogni volta). Chiunque può entrare nella chat, non deve essere iscritto a nulla (almeno per ora), quindi invitate pure chi volete. Ciao a tutti.
mercoledì, marzo 30, 2005
lunedì, marzo 21, 2005
La Benedizione Di Frà Bastiano
Boia: "Il condannato rifiuta i sacramenti"
Frà Bastiano: "Io non rifiuto proprio niente, i sacramenti me li do da solo, è chiaro o no? Io sono stato consacrato prete e prete rimango fino alla morte. E voi massa di pecoroni invigliacchiti, sempre pronti ad inginocchiarvi, a piegarvi la testa davanti ai potenti... adesso inginocchiatevi e chinate la testa davanti ad uno che la testa non l'ha chinata mai se non davanti a questo... inginocchiatevi forza! E fatevi il segno della croce. E ricordatevi che pure il nostro Signore Gesù Cristo è morto sul patibolo... che è diventato poi il simbolo della redenzione. Inginocchiatevi tutti quanti! Vergognatevi! E adesso pure io posso perdonare a chi mi ha fatto male... in primis al Papa che si crede il padrone del cielo... in secundis a Napoleone che si crede il padrone della terra... e per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della morte... e soprattutto posso perdonare a voi, figli miei... che non siete padroni di un cazzo..."
(Da "Il Marchese Del Grillo")
sabato, marzo 12, 2005
Un Gatto Alla Rocca
Pace, pace, pace. La pace è questa. Seduto su una panchina al sole, cielo azzurro sopra di me, aria leggera. Appena mi siedo un gatto viene verso di me, saltando fuori da dietro un cespuglio, sale sulla panchina, mi viene in braccio. Gli faccio due carezze poi lui subito se ne va, trascinato via incuriosito da chissà quali pensieri. Sale sul muretto, si sporge per vedere cosa c'è lì sotto, poi si gira, di scatto scende, va dietro un albero e poi si allontana correndo lungo la strada, seguendo il muro della rocca, come se stesse cercando di acchiappare qualcosa che io non riesco a vedere. Ah, come vorrei essere anch'io come lui.
Questa è la pace. Seduto al sole e sognare di essere gatto, non avere pensieri, se non quelli che ti fanno inseguire qualcosa che non esiste, così, solo per gioco o per passatempo. Inseguire un'ombra lungo un muro, una foglia portata dal vento, seguire soltanto la propria fantasia che crea qualcosa di inafferrabile davanti agli occhi.
Chissà dov'è ora quel gatto, chissà dove l'ha portato la sua immaginazione, chissà quali persone gli ha fatto incontrare e quali luoghi gli ha permesso di scoprire. Chissà... Chissà se anche lui vedendomi ha sognato di poter essere un uomo oppure se ha solo provato pietà per me e per ciò che io non riesco ad essere.
mercoledì, marzo 09, 2005
Un pensiero condiviso da tutti...
Vabbeh che la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo..........infatti becca sempre me!
(Donald duck)
venerdì, marzo 04, 2005
giovedì, marzo 03, 2005
Campeggi
Hola ragazzi...
se qualcuno ha voglia di guardare un po' di campeggi per quest'estate vi indico un paio di pagine:
- Questa per la zona di Valencia
- E questa per la zona di Alicante
Inoltre ho visto questi due campeggi, forse interessanti:
- Camping La Marina
- Camping Los Llanos
Il secondo ho visto che ha degli appartamenti per 8 persone a 120 Euro + 7% IVA a notte. Questo ci farebbe spendere molto meno che prendere due bungalows...
Ciao a tutti...
martedì, marzo 01, 2005
VINCERE
"Senti il rumore delle foglie che volano grazie al vento?"
Sospirò e appoggiò la spada sulla spada, quella spada pesava più di quello che pesavo io, e solo lei mi faceva paura. Riprese a parlare:
"E' il rumore dell'ineluttabilità , del fato che corre su di un filo di acciaio, e noi non possiamo che seguirne il corso." Spostò la spada fra le mani e si preparò all'attacco.
Io preparai la mia spada all'impatto, avrei giocato sull'agilità , ma sicuramente lui ne aveva più di me...la sua fama lo precedeva e sapevo che sarei stato sconfitto, non avevo nessuna possibilità di vittoria.
Pensieri confusi offuscavano la mia mente e non riuscivo a decidere che strategia attuare, rimasi immobile...
"Non sei scappato e quindi ti darò degna sepoltura, avrò il massimo rispetto di te sia prima che dopo la tua morte, hai la mia parola. Vuoi dirmi qualcosa prima di morire?"
"Avrai la mia vita, ma dato che non posso sconfiggerti porterò sempre con me qualcosa di tuo." "Vedremo."
Alzò la spada sopra la testa e la scagliò verso di me in un fendente quasi disumano, sapevo di aver già perso in partenza ma sapevo che una cosa l'avrei potuta fare...invece di scappare lontano dal suo sguardo schivai di pochissimi centimetri il colpo che esplose nel terreno, distruggendo gran parte della sua anima argillosa, si accorse che ero vicinissimo.
Quel momento sembrò durare una vita anche se era un istante impercettibile.
Era indifeso, scorsi in lui un'attimo di indecisione e di paura, e il sangue ricominciò a fluire nelle mie vene, il problema risiedeva nel fatto che sapevo benissimo che anche se avessi potuto colpirlo, non l'avrei mai ucciso, era enorme, veloce, forte e agile e la sua fama lo precedeva...nessuna lama poteva ucciderlo, era troppo il sangue che sarebbe dovuto uscire da quel gigante prima di vederlo morire.
Il suo sguardo fissò la spada impaurito, ma sicuro che se quella spada lo avesse trafitto io sarei stato torturato a vita finchè¨ non avessi gridato pietà .
E li si sbagliò, io mi avvicinai, come ci si avvicina ad una donna quando la si vuole baciare, circondandole la vita con le braccia e sentendo il profumo delle sue guance.
Come un perfetto gentiluomo gli agguantai con i denti tutto l'orecchio destro scarnificandoglielo dalla faccia.
Egli emise un urlo cosi straziante che la vallata sembrò aver paura di lui, incominciò a saltare come un ossesso in preda ad un attacco isterico, quelle urla provocavano in me non poca paura. Sapevo che la mia vita era finita e mi preparai a morire. Sputai nella mia mano il suo orecchio mostrandoglielo come un trofeo:
"Ora che ho avuto quello che volevo puoi anche uccidermi." Mi allontanai da quel mostro inginocchiandomi su di un prato, nonostante la tensione potevo sentire l' umido della terra appena bagnata dalla pioggia notturna.
"Finalmente hai fatto l'unica cosa saggia di questo tuo ultimo giorno!"gridò come se nella sua gola ci fosse un uragano.
"Adesso scomporrò il tuo corpo in mille pezzi e li porterò alla mia gente ormai putrefatti cosi vedranno quanto è vera la mia forza!" Prese la rincorsa cieco di rabbia alzando la spada tanto luccicante che in quel frangente sembrava quasi una stella.
Ma la rabbia in battaglia è un nemico ancor più letale della tensione, gli ottenebrò la mente tanto da far confluire tutti i suoi pensieri su una cosa sola: uccidermi.
Cosi distratto dalla sua furia non notò la buca che gli avevo preparato come trappola e ci cascò dentro in pieno ruzzolando per più di 4 metri sottoterra, da li non poteva più uscire.
Mi avvicinai alla buca e gridai:
"Non sarai morto, e non ti avrò sconfitto ma sarà la terra a portare con se la tua anima." Stremato indietreggiai mentre il mio nemico mi malediva, presi la pala che avevo nascosto dietro agli alberi del bosco e incominciai a scavare.
Sentendo l'aria cosi dolce sfiorarmi le guance, sentendo che quella stessa aria riempiva i miei polmoni ma anche la mia anima nascosta dietro a questa corazza d'acciaio, scoprendo che la vita è più importante di qualsiasi vittoria, tornai ad essere tranquillo.
Una canzone popolare racconta di una foresta maledetta, costretta da un fantasma a rimanere scura come la pece. Nessuno conosce questa storia ma quella foresta ormai da quel giorno non può più essere attraversata. Kamahl non ha mai perso e non perderà mai.
