martedì, settembre 28, 2004

Dedica per una persona speciale (luca non essere geloso per te c'è sempre il culo)

Ti ringrazio per quello che sei e per quello che fai nella mia vita, mi sento sempre tranquillo, sereno, come se avessi sempre un' alba dentro, come se il giorno e la notte non esistessero, come se ci fosse solo un secondo e mille anni fra la vita e la morte, come se ogni sogno potesse aspettare per sempre grazie all' infinita felicità che provo nell' averti...voglio dirti grazie perchè la mia vita in questo momento con te è più facile, è più vera, e io non devo fare niente per viverla...ma soprattutto mi permetti di essere me stesso.
Il mio cuore adesso non l'ho più io, quei piccoli pezzi fragili di vita che avevo alla sinistra del mio torace li hai tu e ogni giorno, quando ti guardo, quei pezzettini insignificanti battono per te, e di fianco al tuo cuore, anche se minuscoli, cercano sempre di stargli vicino.

Tyler

Razzismo

La scena che segue si svolge sul volo della compagnia British Airways tra Johannersburg e Londra: una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto di fianco a un nero.
Visibilmente turbata, chiama l'hostess
"Che problema c'è >signora?" chiede l'hostess
"Ma non lo vedete?" risponde la signora
"mi avete messo a fianco di un nero. Non sopporto di rimanere vicino ad un essere così ripugnante. Assegnatemi un altro posto".
"Per favore si calmi" dice l'hostess
" Perché tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n'è uno disponibile"
L 'hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi.
"Signora, come pensavo, non c'è nessun posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c'è nessun posto neanche in classe "executive". D'altro canto, abbiamo ancora un posto in prima classe" e prima che la donna avesse modo di commentare la cosa l'hostess continua "E' insolito x la nostra compagnia permettere a una persona di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona così sgradevole.
E' rivolgendosi al nero, l'hostess dice "Quindi, signore, se lo desiderate, prendete il vostro bagaglio a mano che un posto in prima classe l'attende.."
E tutti i passeggeri vicini che, scioccati, avevano assistito alla scena, si alzarono applaudendo.

lunedì, settembre 27, 2004

Ray (3)

AL RITMO DI UN TANGO
La vidi per la prima volta mentre ero sul treno; io ero affacciato al finestrino, stanco e triste, dopo una giornata uguale a tutte le altre in un autunno monotono. Il cielo era grigio e un po’ di quel grigio era entrato anche dentro me, l’aria era umida e una leggera pioggia fredda scendeva lenta dalle nuvole più alte. Davanti alla stazione non c’era nessuno ad aspettare il treno, tranne lei, ferma ed immobile guardava per terra e pensava a qualcosa; avrei voluto entrarle nella mente per scoprire cosa potesse pensare una ragazza del genere, tutta sola in una stazione vuota.
Il mio sguardo attraversò il vetro del finestrino e si posò sul suo volto, sui suoi capelli, i suoi occhi, le sue spalle e il suo seno, e poi giù lungo i fianchi e le gambe; quando lei alzò la testa e mi guardò sentii nella mente, nel cuore e nel mio intimo un brivido improvviso e un desiderio di amore e passione che mi stupì e mi eccitò all’istante.
Vedendo i suoi occhi, in un attimo di paura, abbassai lo sguardo, ma la mia voglia di rivederli subito mi costrinse a alzare di nuovo la testa e tornare ad osservare quello stupendo riflesso di vita che era comparso così inaspettatamente davanti a me, quell’ essere meraviglioso che aveva scelto quel preciso istante per essere lì davanti ai miei occhi.
I nostri sguardi si incrociarono e adesso fu lei ad abbassare il capo, io continuai a fissarla e già mi immaginavo abbracciato a lei, pronto ad assaporare ogni parte del suo tiepido corpo, deciso a fare e a farmi fare ciò che lei voleva; la guardavo e vedevo la mia bocca sui suoi seni morbidi, la mia lingua sui suoi capezzoli duri e sentivo nelle mie orecchie la sua dolce voce e i suoi spezzati sospiri di piacere. Vedevo il suo corpo bianco e nudo sotto di me, le sue labbra rosse aprirsi in un sorriso, i suoi capelli circondarle il volto come una stupenda cornice circonda un quadro bellissimo, vedevo le sue mani su di me darmi piacere con pochi movimenti dolci e lenti, sentivo la sua pelle liscia e più giù i suoi peli soffici tra le mie dita, sentivo il suo profumo e il dolce umido del suo piacere.
Lei mi guardò ancora e rimanemmo così per un po’ a fissarci, come se entrambi volessimo ricordare per sempre l’uno il volto dell’altro; come in un film o in un sogno il tempo sembrava non esserci più, esistevamo solo io e lei e i nostri pensieri immersi nel grigio infinito di quella giornata e di quelle che fino ad allora erano state le nostre vite.Mi chiesi lei a cosa stava pensando, se sentiva ciò che io provavo dentro di me. Poi la vidi sorridere e capii che prima o poi ci saremmo incontrati ancora, che ogni centimetro del mio corpo presto sarebbe stato suo e che non avrei mai potuto dimenticarla, perderla o lasciarla a qualcun altro.

sabato, settembre 25, 2004

Frase

Gli amici sono come degli angeli che ci sollevano da terra quando le nostre ali non si schiudono, ricordandoci come si vola

anonimo

venerdì, settembre 24, 2004

Un Sogno

- Ciao papà! Allora come stai? Quand’è che arrivi? Qua ti stanno aspettando tutti, manchi solo tu. -
- No, no, non è tesa. Diciamo che non sta più nella pelle, però è abbastanza tranquilla. Allora quanto ti ci vuole ad arrivare, vuoi che vengo a prenderti? -
- Va bene fai come vuoi, però sbrigati. -
- Papà, ci sei?… Papà...Questi cazzo di telefoni..Papà ma sei ancora lì? Sento la televisione… -
- Sara, vieni qui presto. Papà non risponde al telefono, tutto ad un tratto non l’ho più sentito, però la linea c’è ancora... Vado a vedere se è tutto a posto, tu non preoccuparti e pensa al tuo matrimonio, io arrivo subito. -
Andrea prende in fretta le chiavi della macchina dal cassetto e corre subito fuori di casa. La paura incomincia a crescere in lui, quella frase sentita per metà e poi solo il silenzio, non sembrava un normale disturbo telefonico.
- Troia di una macchina, accenditi cazzo. -
Dopo qualche tentativo l’auto si accende e Andrea parte veloce lungo il vialetto della casa e attraversa il cancello.
Il padre abita nel paese vicino a pochi chilometri di distanza, tre o quattro forse. La strada è stretta e a curve, tipica dei paesi di collina, immersa per un lungo tratto tra le piante dove la luce del sole scende a raggi tra i rami fitti.
Andrea è agitato, senza rendersi neanche bene conto del perché, non ci sarebbe motivo di preoccuparsi così tanto, mentre guida prova col cellulare a fare il numero di suo padre ma dall’altra parte sente solo il suono di occupato.
Finalmente arriva al paese, parcheggia in fretta sotto al condominio del padre e comincia a correre su per le scale, il cuore ormai batte nella sua gola, altre due rampe di scale ed è arrivato.
- Papà! - Incomincia a gridare. Davanti alla porta suona il campanello.
- Papà, aprimi, sono io. Va tutto bene? -
Nessuna risposta dall’appartamento.
- Papà ti prego aprimi, non fare lo stronzo! -
Ma ancora niente si sente dentro la casa, Andrea allora decide di sfondare la porta e, dopo aver preso una piccola rincorsa, le da una spallata con tutta la forza che la sua paura gli provoca e abbatte quel sottile strato di legno.
Andrea entra in casa e si dirige subito verso il soggiorno dove sa esserci il telefono, ma, dopo aver fatto pochi passi vede ciò che non avrebbe mai voluto vedere, vede quelli che durante quei minuti di corsa disperata erano stati solo dei lampi di pensieri, che lui, come degli insetti fastidiosi aveva scacciato via.
Il corpo del padre è disteso per terra, i suoi occhi sbarrati in una dolce espressione di paura e la bocca semiaperta in un ultimo sforzo per chiedere aiuto.
Andrea si butta su suo padre, delle lacrime ormai cominciano a scendergli lungo il viso.
- Papà…-Non riesce a dire nient’altro, rimane fermo in ginocchio per dei minuti infiniti e non pensa a nulla. Non pensa a chiamare un’ambulanza, non pensa ad uscire, ad avvertire qualcuno. Non pensa a niente, guarda solo suo padre disteso e inerme come non lo aveva mai visto, osserva la sua debolezza e la sua fragilità, fissa il suo volto immobile e piange, come ormai non piangeva da anni.


ecco le uscite a 4 con Luca!!!! Posted by Hello

giovedì, settembre 23, 2004


Ragazzi dobbiamo tutti prendere esempio da gente come lui...dovremmo essere più credenti Posted by Hello

Leprotto

Leprotto che nella notte
Esploravi il bosco
Leprotto
Sbrindellato spiaccicato
Appiattito sull'asfalto
Come da un enorme mattarello
Di un'enorme casalinga
Che fa enormi tortellini
Col ripieno di leprotto
Maciullato tartassato
Triturato spezzettato
Martoriato soppressato
Esploso
Spinto dall'istinto volevi
Esplorare il mondo
Ora esplorami
'Sta minchia


By EELST



IN THE AIR TONIGHT

Visto che il signor MFH ha tradotto di recente una canzone, ho provato anche io a fare una cosa simile...


Posso sentirlo arrivare nell’ aria stanotte, oh signore.
Ho aspettato questo momento, per tutta la vita, oh signore.
Puoi sentirlo arrivare nell’aria stanotte, oh signore, oh signore.
Bene, se tu mi avessi detto che stavi affogando,
non ti avrei mai dato una mano.
Ho visto la tua faccia prima del mio amico
ma non so se tu sai chi sono,
bene, ti dirò che io ero la, in quel momento e ho visto cosa hai fatto,
l’ho visto con i miei occhi.
Ti potrai anche nascondere, ma so dove sei stato,
hai raccontato solo un mare di stronzate.

Posso sentirlo arrivare nell’ aria stanotte, oh signore.
Ho aspettato questo momento, per tutta la vita, oh signore.
Posso sentirlo arrivare nell’aria stanotte, oh signore.

Ho aspettato questo momento, per tutta la vita, oh signore, oh signore.

Bene, mi ricordo, non ti preoccupare riesco ancora a ricordare
Come potrei dimenticare mai, è la prima e l’ultima volta che ci incontriamo.
Ma so la ragione perchè tu continui a rimanere in silenzio e ti dirò che non mi inganni,
la ferita la puoi nascondere ma il dolore rimane e continua a crescere,
noi due lo sappiamo bene e sai anche che non te ne separerai mai.

E Posso sentirlo arrivare nell’ aria stanotte, oh signore…


Phil Collins, In the air tonight

mercoledì, settembre 22, 2004

APPLAUSI

UN APPLAUSO A CARLO PERCHE' LE FOTO SONO VERAMENTE FATTE BENE!!!!
CLAP...CLAP...CLAP...CLAP

sabato, settembre 18, 2004

A GRANDE RICHIESTA: IL NULLA!

Riga's Mind (1)

ATTACCA!

Riga's Mind (2)

MERDA D.O.C.

Riga's Mind (3)

O TU PAFFUTELLO UOMO

giovedì, settembre 16, 2004


...e un giorno diventerai qualcuno. Posted by Hello


...piuttosto, sorridi! Posted by Hello


...e non strabuzzare gli occhi... Posted by Hello


perchè chi dorme non piglia pesci... Posted by Hello


essere sempre in forma... Posted by Hello


nella vita conta molto crescere bene fin da bambino... Posted by Hello


luca è un mio amico...mi preoccupo Posted by Hello

ciao mfh lo so che ci sei anche tu sul blog!!!
non puoi nasconderti
tyler

???

Non chiederti mai il perché di tutto questo.
Non chiederti chi sta facendo girare questo mondo e perché.
Non domandarti se è lui che gira o se siamo noi che siamo impazziti.
Non distrarti, non fare domande, è molto facile scivolare e cadere.
Non chiederti chi sono io.
Potrei avere qualsiasi nome, anche il tuo.
Anzi, io potrei essere te stesso, essere nella tua mente e scrivere in questo momento quello che tu stai leggendo.
O leggere quello che tu stai scrivendo.
Non chiedermi chi sono, potrebbe non piacerti la mia risposta.
Oppure potrebbe piacerti troppo, così tanto da farti credere di essere soddisfatto.
Il problema è che le risposte non ci sono.
Chiediti solo perché queste risposte non ci sono.
Chiedi il perché delle domande, non le risposte ad esse.
Se tu possiedi una cosa che desideri infinitamente, ti chiedi perché la possiedi?
Se ami tantissimo una donna e anche lei ti ama ti chiedi perché la ami o perché lei ti ama?
Oppure vi amate, siete felici e basta?
Allora perché continui a chiederti perché esisti e vivi?
Forse è perché non ami del tutto la tua vita.
Altrimenti vivresti e basta.


forse ci sono riuscito Posted by Hello

martedì, settembre 14, 2004

VIOLENZA

Presi quel quel tagliacarte dalla scrivania di mio padre e senza far rumore mi avvicinai alle spalle di Eddy, mentre lui cercava le carte della pratica Gallowmere io lo infilzai alle spalle da parte a parte stringendo il pugnale con una cattiveria e una fermezza quasi sorpendente.
I suoi muscoli si contrassero in un solo brusco movimento, la bocca fece una smorfia disumana e la voce strinse fra i denti un grido di dolore che fu subito stroncato dalle mia mano sinistra, vidi i suoi occhi allampanati, quasi increduli che schizzavano a destra e a sinistra quasi a voler uscire dalle orbite.
Cercò di divincolarsi, e prima che potesse fare o tentare qualcosa di azzardato strinsi per la seconda volta il tagliacarte e glielo piantai nella schiena all'altezza del fegato, il rumore della voce chiusa dal dolore e dalla mia mano assomigliò ad un rantolio.
Il viso cominciava a farsi pallido e il sangue sgorgava ora anche dalla bocca, la sua felpa gialla ora era letteralmente inondata di sangue, se ne poteva sentire l'odore, era cosi denso e cosi caldo che mi riscaldava le mani fredde, Eddy agitava le mani ormai stanche e abbandonate cercando di liberarsi, ormai non aveva più la forza di parlare, stava solo cercando di soffrire di meno cosi decisi di lasciarlo, in quel momento Eddy si rese conto che ero stato io ad accoltellarlo, e dopo un'occhiata di incredulità il suo sguardo si tinse di rabbia e odio.
Ormai però non aveva più forza e crollò in ginocchio sul pavimento, io mi avvicinai a passi tranquilli e sicuri e mentre lui mi implorava di non ucciderlo gli conficcai il tagliacarte nella gola provocando un fiume di sangue scuro, quasi nero che gli si infilò nel colletto della felpa.
Come degno finale continuai quel taglio sulla gola disegnandogli un sorriso, quasi perfetto anche se tutto quel sangue lo rendeva un po meno artistico di quello che pensavo, a quel punto Eddy dissanguato crollò sul pavimento morente.
Mi sono sempre chiesto se è morto soffrendo...penso di si, comunque è morto con il sorriso.

Joker

lunedì, settembre 13, 2004

INTERVISTA DA/A STEPHEN KING

Dal sito ufficiale di Stephen King (06-06-02) Un'intervista con Stephen Kingdi Stephen King
[Stephen King si è seduto con sè stesso la sera del 3 giugno 2002, per discutere i progressi degli ultimi tre romanzi della Torre Nera, e parlare un pò di quello che i lettori devono aspettarsi. E quando.
L'intervista è terminata con la partita dei Red Sox ancora in corso, ma è giusto far notare che hanno finito per perdere. Del resto, anche gli Yankees.]


Steve: Grazie mille per aver trovato il tempo di parlare un pò della Torre Nera con i visitatori del tuo sito.
S.K. Bè, in fondo è anche il tuo sito, sai.
Steve: Vero.
S.K. E questa intervista dovrà essere davvero breve, perchè stasera stanno giocando i Red Sox. Comunque, ho controllato proprio ora, e Pedro ha appena servito un home run al battitore dei Tigers, quindi direi che non è più una priorità.
Steve: La faremo breve comunque. Giusto come curiosità personale, trovi difficile intervistarti da solo?
S.K. No. Credo che tutti gli scrittori parlino con sè stessi. Questo è solo un altro modo di farlo.
Steve: Cosa stai ascoltando in questi giorni?
S.K. Bè, il nuovo disco di Eminem è una gran figata. Quel tipo è divertente, in gamba, e a volte shockante. Queste sono le cose che cerco nel rock and roll.
Steve: Eminem è un rapper.
S.K. E' tutto rock and roll per me, anche se Eminem può non essere d'accordo. In effetti, ora probabilmente mi farà chiamare da questo suo amico Slim Shady e mi dirà andare a farmi fottere.
Steve: Visto qualcosa di bello al cinema?
S.K. "Unfaithful" (ancora non arrivato in Italia - ndt). Buona suspense e bellissima fotografia. Tutti non fanno che parlare di Diane Lane, ma io sono rimasto colpito dall'ottima performance di un Richard Gere molto essenziale.
Steve: Visto "L'attacco dei cloni"?
S.K. (ride) Sembri quella pubblicità che dice: "Preso il latte?" No. Andrò la prossima settimana credo. Ho aspettato che si sfoltissero le folle. Probabilmente mi piacerà. La gente ha preso la cattiva abitudine di aspettarsi troppo da questo tipo di film - fin dal primo, hanno amato questa sorta di remake di quelle serie che devono aver fatto impazzire George Lucas da ragazzo, tipo Flash Gordon/Buck Rogers. Ed è espresso chiaramente da titoli come "Una nuova speranza" o "L'attacco dei cloni", o quello che è. E i critici si arrabbiano perchè si trovano davanti a popcorn movies invece che a Truffaut.
Steve: Ok, torniamo al lavoro.
S.K. Ok, ma ti sono rimasti solo dieci minuti.
Steve: Allora perchè mi hai fatto perdere tempo, blaterando di George Lucas o Eminem?
S.K. Era anche il mio di tempo, se capisci cosa intendo.
Steve (sighs): Va bene, a che punto sei con la Torre Nera?
S.K. Bene, il quinto libro, Wolves of the Calla, e il sesto, Song of Susannah, sono entrambi conclusi. Direi che l'ultimo libro, che si chiamerà semplicemente The Dark Tower, è circa a un terzo dal completamento. Formano un manoscritto di 1900 pagine dallo scorso luglio. E' senza dubbio il più grande progetto che abbiamo mai intrapreso, e ci sto mettendo tutto quello che ho dentro. Compreso un pò di mestiere, in realtà. Ma sono stanco, quindi...
Steve: Un pò di vacanza, giusto?
S.K. Sì. Ho bisogno di mollare per un pò e ricarirmi le batterie.
Steve: Quanto tempo?
S.K. Se lo schermo del computer rimane nero e riesco a stare lontano da un block-notes, un mese potrebbe andar bene. Sarò diventato pazzo per il 4 luglio, ma dovrei essere riposato e pronto a ricominciare.
Steve: Soddisfatto finora?
S.K. Non so bene come mi sento. Strano, immagino. Ricordati che questo progetto riguarda trent'anni della mia vita, e molti altri libri che ho scritto hanno tutto questo come base. Mi sento un pò come Cal Ripken, che fa il suo viaggio di addio per tutti gli stadi dell'American League. Ma nella tranquilla stanza in cui lavoro, nessuno applaude. Spero soltanto che qualcuno lo farà quando leggerà le pagine. Devi considerare che per molti dei miei lettori, Roland il pistolero non ha mai rappresentato una priorità. I libri della Torre Nera sono... bè, differenti.
Steve: Padre Callahan de Le notti di Salem sarà presente in questi libri, vero?
S.K. Sì. Anche Ted Brautigan da Cuori in Atlantide, Sheemie il garzone della taverna da La sfera del buio …anche Dinky Earnshawe dal racconto Everything's Eventual (ancora inedito in Italia, ma contenuto nella raccolta omonima - ndt).
Steve: Chi si sta occupando dei disegni per le edizioni Donald Grant?
S.K. Gente in gamba. Gente straordinaria, anzi. Berni Wrightson si occuperà delle illustrazioni di Wolves of the Calla. Ho già visto qualche bozza, roba fottutamente buona. Darrel Anderson illustrerà Song of Susannah, e spero che Michael Whelan accetterà di lavorare sull'ultimo volume, The Dark Tower.
Steve: Wow, è lo stesso che si è occupato del primo, vero?
S.K. Sì, ed è la sua versione di Roland che ho sempre in mente quando scrivo. Spero davvero che accetti. Sarebbe l'unico ad aver illustrato due volumi della saga, ma visto che è stato lui ad iniziarla, sarebbe molto bello se potesse anche concluderla. Alfa e omega, ragazzi.
Steve: Domandone. Quando saranno pubblicati?
S.K. Impossibile rispondere visto che i libri ancora non sono conclusi. Mettiamola così. Se va tutto in maniera perfetta - roba da quel mondo dei sogni dove fai sempre fuori campo e vinci l'Oscar - Wolves sarà pubblicato dalla Donald Grant verso la fine del 2003. Song e Tower seguiranno a breve..
Steve: Intendi dire, tre mesi l'uno dall'altro?
S.K. Grosso modo sì.
Steve: Se parliamo di libri molto voluminosi, saranno articoli piuttosto costosi - la Grant fa un gran bel lavoro, e ci sono le illustrazioni.
S.K. Saranno costosi, certo. Le edizioni della Grant sono sempre state poco economiche, sin dal primo volume, The Gunslinger.
Steve: I fan penserando che li stai strizzando?
S.K. Non so. Spero di no, perché non è vero. Conosci quel detto che dice che non puoi fare contenti tutti allo stesso tempo? Ai vecchi tempi della Torre [1982, 1987, 1992] ricevevo lettere di fan esasperati perché non riuscivano a trovare i libri a nessun prezzo, perché erano edizioni limitate. L'idea che chi ha i soldi possa ottenere tutto quello che vuole mi fa impazzire, ma lasciamo perdere per stasera. In questo caso, ci saranno libri per chiunque li desideri, quindi per lo meno niente lamentele in tal senso. A meno che qualcosa non vada storto, possibilità che non si può escludere. Ma, per me, si tratta di una decisione personale. La Grant ha voluto Roland di Gilead quando nessuno, nemmeno la mia casa editrice a larga diffusione, voleva altro da me che non fossero storie horror. Ho iniziato con la Grant, e anche che se Don è andato a godersi la pensione in Florida, credo, con la sua bella moglie, ho intenzione di finire con la Grant. Ora al timone c'è Robert Wiener, uno che decisamente ci sa fare. Pronto a fargli il saluto e a chiamarlo capitano quando vuole, te lo posso dire.
Steve: E per i paperback? Dovrebbero essere più accessibili.
S.K. Sì. Non voglio spennare nessuno per questi libri. Se le cose vanno come spero che vadano, le edizioni paperback seguiranno a ruota gli hardback. Molto più economici.
Steve: Un sei mesi in più di attesa, diresti?
S.K. Sì, più o meno, ma non si è ancora lavorato su quello. I paperback saranno pubblicati dalla Scribner, avranno le illustrazioni e le note, e non costeranno un occhio della testa.
Steve: Che quantificato significa?
S.K. Posso solo tirare a indovinare.
Steve: Fallo.
S.K. Perché fai tanto il bastardo con me, stasera?
Steve: Io sono te. Fallo.
S.K. Merda, non lo so. Diciamo venti dollari l'uno, ma non prenderlo per oro colato.
Steve: E le edizioni tascabili della Pocket Books?
S.K. Anche quelle, presumo.
Steve: Un anno dopo.
S.K. Di solito è così, sì.
Steve: E per quelli che vogliono rimettersi in pari, che mi dici dei primi quattro volumi? Sono ancora disponibili le edizioni della New American Library?
S.K. Certo. La Signet sta rinnovando le copertine dei tascabili.
Steve: La Plume ripubblicherà i suoi paperback, che tu sappia? Avevano belle illustrazioni, quelli.
S.K. Lo spero, ma non ti so dire. Non ho più molti contatti con loro da quando è cominciata l'era Penguin Putnam alla Viking e NAL.
Steve: E ora Phyllis Grann ha mollato.
S.K. Già. Se n'è andata.
Steve: Commenti?
S.K. No. Quanto manca qui?
Steve: Due domande ancora, magari. La prima: le brevi sinopsi che c'erano all'inizio del secondo, terzo e quarto volume, compariranno anche nei successivi?
S.K. No. La Torre Nera è in realtà un unico romanzo. Chi ha seguito la storia fino a qui può semplicemente riprendere da dove ha lasciato. Per chi invece non ha mai letto la serie della Torre Nera... beh, Wolves of the Calla non è il punto migliore dove iniziare. Farebbero meglio a cominciare dall'inizio. Un riassunto sarebbe lungo come una novella ormai, e confonderebbe le idee. L'ultima domanda? I Red Sox hanno recuperato, 4-4 nel quarto inning.
Steve: Li finirai davvero questi libri?
S.K. Fino a che non scrivi FINE in fondo all'ultima pagina, non puoi essere sicuro; potrebbe arrivare una tempesta e affondarti la barca. Ne so qualcosa di tempeste, perché nella mia vita ne ho incontrate diverse. Posso dire che sto lavorando duro quanto posso, e fino ad ora sono soddisfatto del risultato. Sulla base della filosofia "un giorno alla volta", devo dire che mi sto divertendo, e questo di solito è un buon segno.Steve: Ce la faranno Roland e i suoi amici a raggiungere la Torre? E se sì, cosa troveranno?
S.K. E' ora di andare a guardare un po' di baseball.
(fonte: StephenKing.com)Traduzione www.CastleRock.it

sabato, settembre 11, 2004

Pubblicità

GIANNI L'OTTIMISMO E' IL PROFUMO DELLA VITAAAA!!!!!!!
PORCA PUTTANAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sbagliato il tempo

Avete mai pensato di essere la persona giusta nel tempo sbagliato?
Io ci passo intere giornate.
Quando ti dicono che il mondo che hai adesso non è quello che esisteva un tempo, che allora per esempio a pallone si giocava da fermi e adesso tutti devono correre come dei disperati...io sono nato fermo, probabilmente sarei stato un fenomeno 50 anni fa...ehehehhe.
Sai sempre cosa dire nei momenti giusti ovviamente quando ti chiedono un consiglio gli altri, quando sei invece tu a dover avere la prontezza di riflessi per scagliare quella precisa parola in quell' unico istante...niente oppure peggio: eri distratto.
Si tratta di secondi, la vita passa veloce e lenta a nostra discrezione, ci sono dei momenti cosi belli e intensi che tu vorresti durassero un' eternità, ma bruciano in un secondo...mentre se devi tirare un rigore, per esempio, nel tempo che stai posizionando la palla ti passa davanti tutta la vita e hai fatto tempo anche a ricordarti di quella volta che hai visto sbagliare il rigore a Baresi nei mondiali del 94...un' agonia.
Basta un secondo per perdere e un secondo per vincere, Michael Jordan lo sa bene e i suoi ultimi secondi sono una leggenda, nel motogp 1 secondo è un eternità che squarcia la barriera temporale, mentre in casa mia con quel secondo non riesco neanche a trovare una penna.
Per ogni secondo che passo qui davanti al computer, è un secondo in meno che non dormo, che perdo, che sono più stanco, e domani farò più fatica a studiare perchè mi dovrò alzare presto, ma alla fine dei conti perchè devo correre contro il tempo, in qualsiasi caso corre più veloce lui.
Ogni tanto per non perdere fiducia lo fisso per vedere se lo posso controllare, e so che è solo un miraggio ma è bello poter pensare che il tempo sia una fune cosi sottile e impercettibile che guidi il mondo e che tu possa volteggiare sopra essa come un' equilibrista, vedere passare minuto su minuto, accarezzare la finta bellezza di poter scegliere, perchè poi tornerai alla tua solita vita e dovrai rincorrere il tempo senza mai fermarti.
Alla fine non è passato tanto da quando ho iniziato a scrivere, ma non è perchè ci sono stato attento è perchè mi ci sto convincendo.

Tyler

venerdì, settembre 10, 2004

SCI NAUTICO CINESE.

CAGNOLINO SMARRITO

BIRRA!

giovedì, settembre 09, 2004

Deliri quotidiani...

Sarebbe bello intrappolare i pensieri, perché di cose belle se ne pensano un sacco, il difficile è farle capire.
La Luna ci appartiene. Ogni uomo su questa Terra si sente un po’ padrone di questa Luna. Pensa se un giorno venissero da te e ti dicessero, “Ci siamo presi la Luna!�. Io mi incazzerei un sacco, perché non potrei più vederla nel cielo, guardarla con tristezza, con felicità o piangerle addosso. Penso che sia così anche per gli altri.
Tutto quello che si vuole dire di importante si può dire in un’infinità di modi, ma uno solo è quello giusto. Se scegliamo quello sbagliato siamo fottuti.
Tante volte ti vedo davanti a me e penso… ma sto cercando di smettere.
La bic è la penna più bella del mondo perché scrive bene e anche se ti si rompe non te ne frega un cazzo.
La cosa peggiore di non essere amati è non sapere di essere amati.
Tante volte bisognerebbe cancellare, fermarsi e cancellare, tutto andrebbe meglio.
Ho scoperto che il 6 maggio è il 126esimo giorno dell’anno (se l'anno non è bisestile).
La maggior parte di quello che si pensa sono cazzate, il resto sono solo frasi stupide.
Vorrei essere un gatto, dormire, cacciare, correre, camminare, leccare, uccidere, mordere, scopare, russare, saltare, scappare, starnutire, scoreggiare, affilare, puntare e fregarsene…….scherzavo!

Siamo solo noi.
Generazione di sconvolti che non ha più santi né eroi...

mercoledì, settembre 08, 2004

DIAMOCI UNA MANO!

domenica, settembre 05, 2004

I'm Back

Bene, bene, bene... Un boungiorno a tutti, ragazzi! Sono tornato...insieme alla mia compagna, non preoccupatevi non l'ho abbandonata in una pineta toscana. Volevo solo farvi un saluto dopo due settimane di assenza e dirvi che tutto è andato ok..Un bacio in bocca a tutti!!! MFH