venerdì, maggio 27, 2005
mercoledì, maggio 25, 2005
IL BLOG COMPIE UN ANNO!!!
Ah, grave dimenticanza!!! Ieri era il compleanno del blog... Ebbene si, è passato già un anno dalla sua nascita e per fortuna è ancora vivo e vegeto, ringrazio i pochi fedeli, ma anche i molti infedeli.
giovedì, maggio 19, 2005
Leggete e ridete
Questo manuale può esservi utile in situazioni piuttosto imbarazzanti in occasione di consumo di sostanze alcolicheCONSUMO DI ALCOOL : CAUSE ,EFFETTI SECONDARI E POSSIBILI SOLUZIONI
SINTOMO
CAUSA
SOLUZIONI
Piedi freddi ed umidi
Hai afferrato il bicchiere con un angolo di presa non corretto
Gira il bicchiere fino a che la parte aperta rimanga verso l?alto
Piedi caldi e bagnati
Ti sei pisciato addosso
Vai ad asciugarti al bagno più vicino
La parete di fronte è piena di luci
Sei caduto di schiena
Posiziona il tuo corpo a 90° rispetto al pavimento
La bocca è piena di cenere di sigaretta
Sei caduto con la faccia in un posacenere
Sputa tutto e sciacquati la bocca con un buon gin tonic
Il pavimento è torbido e sbiadito
Stai guardando attraverso il bicchiere vuoto
Riempi il bicchiere di buon gin tonic
Il pavimento si sta muovendo
Ti stanno trascinando per terra
Domanda perlomeno dove ti stanno portando
Il riflesso della tua faccia ti guarda con insistenza dall?acqua
Hai messo la testa nel cesso e stai cercando di vomitare
Metti il dito ( in gola )
Senti che la gente parlando produce un misterioso eco
Stai tenendo il bicchiere sull?orecchio
Smettila di fare il pagliaccio
La discoteca si muove molto , la gente è vestita di bianco e la musica è molto ripetitiva
Sei in ambulanza
Non ti muovere : possibile coma etilico e/o congestione alcolica
Tuo padre è molto strano e tutti i tuoi fratelli ti guardano con curiosità
Hai sbagliato casa
Domanda se per caso sanno dove abiti
Un enorme fuoco di luce ti acceca la vista
Sei per strada sbronzo ed è già giorno
Cappuccino cornetto ed una buona dormita
mercoledì, maggio 18, 2005
PER UN 28
David fissa il muro senza batter ciglio, i suo pensieri sono precisi e definiti, senza sbavature e le s ultime parole che sta pensando si fondono in un concetto pressoché esatto, dopo scrive. Aveva studiato tutta la notte, tutti i giorni dell?ultimo mese e tutte le sere dell?ultima settimana.
Contemplava il muro senza paura, ne tensione dato che era l?ultima domanda, ormai era erto che avrebbe passato l?esame senza problemi. L?esame si era sempre presentato difficile, quasi impossibile, ma ce l?aveva quasi fatta, il quesito che si poneva era: quanto prenderò? La sua previsione oscillava dal 18 al 30, non voleva mai prevedere un voto più alto di quello effettivo altrimenti si sarebbe arricciato con se stesso, e inoltre non se lo sarebbe mai perdonato. Riuscì a finire prima del tempo e ritornò in posizione: ?guarda com?è bello il muro?.
Era immerso nei suoi più segreti pensieri quanto ad un certo punto una mosca si posò sul suo compito rompendo l?incantesimo fra lui e la parete, arrivò ronzando in modo tale che sembrava un elicottero, quel ronzio in quel silenzio era cosi fastidioso che sembrava di avere un aspirapolvere nell?orecchio. David cercò subito di scacciarla via con la mano destra ma si rese conto di aver fatto l cosa peggiore, perché la mosca ricominciò ad emettere quel suono cosi penetrante che il ragazzo cominciava ad avere il mal di testa.
La mosca cominciò a spostarsi sul muro quasi in una danza di scherno nei confronti del ragazzo, volava qua e la senza mai fermarsi, senza smettere di ronzare, provocando in David quasi la pazzia.
Cercò di non pensare al ronzio e cominciò a rileggere il compito, si concentrò sulla punteggiatura e sui tempi verbali dato che ogni tanto faceva degli errori grossolani, cercò di guardare fuori dalla finestra il più lontano possibile, cercò di restaurare il vecchio incantesimo fra lui e la vernice bianca, cercò di fissare il vuoto, di fissare la mosca, di uccidere la mosca, TUM!
La mano dello studente si mosse come un fulmine seguendo il movimento di tutto il corpo e alzandosi in piedi schiacciò la mosca senza pietà e con una violenza tale che i suoi occhi brillavano di rabbia cieca. Schiacciata la mosca rimase in piedi per un attimo, finalmente soddisfatto fissando la mano con orgoglio: le mosche erano la cosa che odiava di più, al secondo posto venivano gli esami, di conseguenza il tasso di sopportazione sotto lo zero.
Mentre David si era alzato un ragazzo di fianco a lui si era sporto dal suo posto per vedere sul suo foglio le risposte del test, sfortunatamente una delle assistenti del docente notò la ?furbata? dello studente e vedendo David in piedi si alterò visibilmente.
?Ehi voi!!!? la sua voce si fece terribilmente irritante.
David non si era neanche accorto di cosa stava succedendo, senza pensare a niente si mise a sedere continuando a guardare il vuoto, intanto la perfida assistente si avvicinò a passo veloce e strappò di mano il test al ragazzo di fianco a David e non contenta prese anche il suo.
Incredulo si vide strappare nel vero senso della parola il foglio da una alta, decrepita e inutile assistente che non sarebbe mai riuscita a fare niente se non rompere i coglioni, cosi ci fu un momento di smarrimento nella testa di David, non capiva il senso di quell'ingiustizia.
Il ragazzo che aveva tentato di copiare intanto cercava di giustificarsi in qualsiasi modo ma sembrava che l? assistente godesse sempre più nel punire il ragazzo scorretto.
Questi pochi secondi nella mente di David scorrevano lenti e inesorabili mentre dentro di lui germogliava qualcosa di veramente preoccupante..
Mentre era ancora in no stato di confusione vide che la mosca che lui, con le sue stesse mani aveva schiacciato era ancora viva e dal rumore dell?essere nacque un lampo.
Nello stesso istante accaddero due cose contemporaneamente: il professore che si era allontanato per qualche minuto entrò in aula chiudendo energicamente la porta e David schiacciò con la scarpa con tutta la violenza che poteva la mosca che si contorceva sul pavimento.
L?attenzione di tutta l?aula fu per spostarsi sul rumore dal fondo sala, ma prevalse la preoccupazione della porta da dove era entrato il professore e quindi tutti si girarono verso quella direzione.
David accese il lampo e carico di rabbia alzò gli occhi e mentre tutti guardavano stupiti il professore che entrava lui prese la testa dell?assistente e con violenza chirurgica la spinse contro il muro dove aveva appena fatto capitolare la mosca, in un secondo tempo ripensando all?energia dell?impatto David avrebbe ringraziato la solidità di quel muro, ancora fatto di cemento, dato che ormai oggi la maggior parte dei muri negli stabili pubblici sono fatti di cartongesso.
Senza emettere neanche un gemito data la potenza l?esile assistente dopo essersi schiantata contro il muro cadde a peso morto a terra, ebbe l?idea di volerla schiacciare come aveva fatto con la mosca, ma non aveva il tempo.
Al momento nessuno si accorse di niente, l?unico che vide con i suoi occhi la dolce atrocità fu Robert il ragazzo copione. Appena si rese conto di ciò che era successo cercò di dire qualcosa contro David, voleva dirgli che cazzo aveva fatto, cosa gli era passato per la testa, ma David con fare molto psicopatico si dipinse con un dito un sorriso sulla gola, qualunque persona può fare quel gesto e non suscitare la minima paura ma gli occhi iniettati di sangue di David e ciò che aveva fatto appena prima bastavano a spiegare che forse il silenzio sarebbe stata l?unica soluzione.
Tutto questo avvenne in meno di dieci secondi:
rumore di porta che si apre
sangue sul muro
tonfo di caduta
occhiata in cagnesco ed ecco David che con fare amoroso e preoccupato prima pulisce il sangue sul muro, riprese il suo compito e quello di Robert rimettendoli ai loro posti e incominciò a camminare cercando di attirare l?attenzione del professore, nessuno oltre a loro due aveva visto nulla.
?Professore mi scusi è urgente l?assistente si è sentita male ed è precipitato sul pavimento, penso stai perdendo sangue, forse è meglio chiamare un?ambulanza.?
Il professore non disse niente ma corse fino al corpo della schifosa e mi disse:
?Corra subito in portineria e dica di chiamare l?ambulanza.?
?Subito?rispose David e prima di andarsene fissò ancora il suo complice come se potesse toccare anche a lui la stessa fine, dopo mentre correva cominciò a sorridere.
L?assistente rimase incosciente e per tutto il tempo non si capiva in che stato fosse perché nessuno aveva il coraggio di toccarla.
Arrivò a sirene spiegate l?ambulanza e i ragazzi del pronto soccorso aiutati da David e Roberte il professore la caricarono di corsa sull?ambulanza.
Ci fu un attimo di silenzio e l?immobilità dell?aula era quasi un quadro, a spezzare quell?armonia fu il professore che si mosse verso la cattedra e indicando il microfono disse:
?Dato quello che è successo non dovrei accettare i vostri compiti ma visto che quello che è successo non dipende da voi?consegnatemi i compiti.?
Non ci fu neanche un rumore e la prova si concluse cosi.
Usciti dall?aula David prese Robert da parte e gli disse una frase:
?Tu non c?entri niente, non puoi avere visto, eri girato come tutti gli altri, ma se per caso?tu avessi visto qualcosa potresti anche avere sbagliato.? Disse questo e si allontanò.
Il giorno dopo il professore e l?università si stringevano tutti in un affettuoso saluto per la quasi professoressa che si era spenta nella notte, la botta era stata tale che non c?era stata nessuna speranza, ai medici venne qualche dubbio sull?effettiva forza del colpo, ma calcolando che quella donna era alta e magra e con la testa enorme nessuno pensò che qualche ragazzo in preda a una crisi avesse potuto spremer la testa della malcapitata su quel muro.
I risultati uscirono dopo 15 giorni: David prese 28 tutto farina del suo sacco e sangue dall?assistente mentre Robert riuscì a prendere 21 avendo copiato da David.
Robert Polsen
domenica, maggio 15, 2005
mercoledì, maggio 11, 2005
Grigliata
Amici ma soprattutto amiche del blog, volevo avvisarvi definitivamente che la grigliata inizierà sabato alle 8.30 a casa mia e finirà spero il più tardi possibile. Se avete qualche consiglio o richiesta fatemelo sapere al più presto via mail. Un saluto a tutti.
A sabato...








