domenica, ottobre 31, 2004

rivoglio il blog come prima

mi manca il nero del blog!!!!!
ridatemelo!!!!!
ahahhahahahahahha!!!!!!!


sabato, ottobre 30, 2004

Sapete come si fa a tenere degli idioti sulle spine?
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Ve lo dico domani!

Ho fatto un sogno l’altra notte...

...Però non c’era niente nel mio sogno, solo una striscia di fumo portata dal vento, il buio e il battito del mio cuore. Il fumo andava a tempo con il cuore, girava su se stesso ed era grigio e splendente nel buio. Si muoveva libero come non era mai stato e formava eliche, raggi e spirali sempre più su nella notte.
Ora era il mio cuore a muoversi al ritmo del fumo e oscillava, ruotava, si faceva trasportare dal minimo soffio e non dava retta a niente, se non all’aria limpida e scura. Nel mio sogno, però, il fumo spariva quando arrivava un piccolo raggio di luce a rompere tutto e allora vedevo, anzi sentivo, visto che non c’era nulla in quella sera immaginaria, sentivo e provavo ogni cosa: sentivo quello che sentiva il mio cuore, provavo i sentimenti del fumo che volava lontano dietro quel fascio di luce.
Sentivo risate finte di giovani ragazze, finte anch’esse, sentivo la tristezza di ognuna di loro involontariamente nascosta dietro immagini fasulle; sentivo ragazzi ormai uomini vantarsi di cose inutili e vergognarsi di loro stessi fingendo di essere altri; sentivo e provavo le loro emozioni la sera, nel buio della loro camera quando, dopo una serata come tante altre, piangevano nel loro letto rendendosi conto di quanto fossero inutili. Sentivo le urla di madri incazzate, la tristezza di padri delusi, l’arroganza di chi cercava di imporre il proprio pensiero sopra quello degli altri, ossessionatamente convinto di essere nel giusto. Provavo la rabbia di una ragazza non amata e anche la stupidità di un ragazzo ancora troppo bambino per riuscire ad amare.
Nel mio sogno la luce aumentava e io non vedevo più il fumo, perché ora mi era entrato nella gola e nelle sue spire aveva avvolto il mio cuore e lo portava via con sé. La luce ormai era forte e, nel mio sogno, cominciavo a vedere delle immagini: vedevo il mondo di tutti i giorni, ma io ormai non ne facevo più parte; vedevo tutte le cose inutili e stupide che venivano fatte ogni minuto e mi chiedevo perché gli uomini si ostinavano a farle continuamente; mi rendevo conto che anch’io da sveglio la pensavo come loro e non vedevo l’inutilità e la futilità delle mie azioni. Vedevo uomini e ragazzi ogni giorno alzarsi e andare al lavoro o a scuola, li vedevo vivere le loro giornate ripetutamente con il solo scopo di tornare a casa alla sera o di arrivare al fine settimana per gettare via i loro soldi con l’intenzione di essere felici per qualche ora, senza sapere che la mattina dopo quella felicità sarebbe finita e avrebbero ricominciato a pensare al sabato successivo. Vedevo padri che cercavano di spiegare ai figli come ci si deve comportare e li vedevo poi seduti sul cesso, qualche minuto dopo, a chiedersi chi fossero; oppure provavo la loro voglia di scappare con una ventenne e li sentivo sconfitti e coscienti di non aver combinato nulla nella vita; vedevo un ragazzo seduto su un muretto a pensare alla vita e a scrivere qualcosa con la convinzione che tutto fosse inutile e con il pensiero che, una volta chiuso quel quaderno dove scriveva, avrebbe dovuto continuare a girare insieme al mondo, perché è così che bisognava comportarsi. Vedevo donne giovani convincersi di essere forti e di potercela fare da sole e poi le vedevo comprare riviste dove spiegavano e descrivevano quale dovesse essere l’uomo della loro vita. Vedevo un vecchio signore solo, davanti alla televisione, un tempo era stato un uomo di successo, ma poi il fallimento e Mike Bongiorno gli avevano fatto capire che la morte era arrivata prima del tempo; e così nel mio sogno vedevo queste persone, le sentivo parlare e il mio cuore come fumo volava sulle loro teste e provava ciò che loro provavano; e il mio cuore avvolto nel buio capiva la loro tristezza e infelicità, però, allo stesso momento vedeva la bellezza di tutto quello che nel mondo continua a girare, lo splendore della triste nullità...
Ho fatto un sogno l’altra notte, sognavo questo. Poi però, un cane che abbaiava mi ha svegliato.

venerdì, ottobre 29, 2004

Preferisco essere un sognatore tra i più umili, con visioni da realizzare, piuttosto che il principe di un popolo senza sogni nè desideri.

Io tante volte sogno,
ma non mi ricordo,
non so perché,
sento dentro tante cose che vorrei dire al mondo
ma la maggior parte vanno perse nel limbo dei miei pensieri.

Volevo sentirmi libero di poter pensare quando ero piccolo
ma non era la verità,
volevo solo sentirmi libero di essere quello che ero
ma neanche quella era la verità
perché adesso quello è solo un sogno,
in questo mondo non si può sognare,
ogni sogno è qualcosa di inutile,
scontato
e tutti ormai lo danno come una perdita di tempo.
Abbiamo perso l'abitudine di fantasticare
e ce ne dovremmo vergognare,
ormai le generazioni future si sono abituate a farsi dire cosa devono pensare
ma forse anche noi abbiamo giocato la nostra brutta partita.

Io da bambino volevo solo chiudere gli occhi e pensare ai giochi, alle carezze
a qualsiasi cosa che valesse la pena di esser vissuto
e quindi sognato,
ma adesso ho perso anch’io quella tremenda voglia di sognare
perché tante volte la realtà è un incubo
e dei sogni non ne resta neanche l’ombra.

Forse dovremmo prenderci le nostre responsabilità
e nonostante tutta questa merda
ricominciare a pensare,
ricominciare a sognare.
Perché il sorriso di un bambino che sogna
è forse la cosa più vera a cui posso pensare.
Perché i bambini sono sinceri e sognano cose semplici,
sognano cose che vanno bene a tutti,
e non la guerra, il potere o la ricchezza.
E sicuramente talvolta sono più intelligenti di noi grandi.

E come dice mio fratello, mi piacerebbe avere una torta gigante come una casa, tutta di cioccolato, e vorrei averne una io, una te, una la mamma, una il papà, una a tutti….


…perchè una volta che siamo felici noi perché non possono esserlo gli altri?


Tyler



“Il sogno ad occhi aperti non é un vuoto mentale. É piuttosto il dono di un'ora che conosce la pienezza dell'anima�.

Gaston Bachelard

“Coloro che sognano di giorno sanno molte cose che sfuggono a chi sogna soltanto di notte�.

Edgar Allan Poe


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mercoledì, ottobre 27, 2004

Massima

La velocità della luce è molto più elevata di quella del suono.
Per questo motivo alcune persone sembrano brillanti fino a quando non aprono bocca.!

domenica, ottobre 24, 2004

Ricordi

Ero qui a casa che stavo guardando la televisione e mi è venuta in mente una cosa. Premetto che è un pensiero un po’ contorto.
Non so se ci avete mai fatto caso, ma il ricordo spesse volte è molto più bello della vita reale. Nel senso……….molte volte nel ricordare qualcosa si è molto più felici rispetto a quando abbiamo vissuto veramente quel determinato momento.
Non so se mi sono spiegato bene……….
Noi riusciamo ad apprezzare una cosa, non quando l’abbiamo, ma quando la perdiamo. Ad esempio: nessuno fa mai caso alla libertà, ci si fa caso solo quando si perde (es. carcerato).
Tutto questo è per dimostrare che noi tutti (io compreso) non riusciamo mai bene a comprendere il vero significato e il vero valore delle cose. Ed il fatto più strano è che anche volendolo, non riusciremo mai a capirlo fino in fondo!

Come dice Homer

"All' alcool!!!!
La causa di...e la soluzione a tutti i problemi della vita"
;-)
Homer J. Simpson

venerdì, ottobre 22, 2004

Cambiamento

Ciao raga, volevo farvi solo sapere che ho cambiato nome...........ma non ancora sesso!!
Ciao black box
Ps Bello vero?

AVVISO

AVVISO PER I SIGNORI:
OMINOAUCHAN,
THEREDMAN,
SE NON VI SBRIGHERETE A SCRIVERE QUALCOSA DI SERIO SUL BLOG ENTRO 2 SETTIMANE SAREMO COSTRETTI AD INCITARE IL SIGNOR AUDISON A FARE ANCOR DI PIU' IL TAMARRO IN VOSTRA PRESENZA (LUCI E CASSE COMPRESE).
IL SIGNOR AUDISON E' PREGATO DI DARE IL SUO ASSENSO SUL BLOG.
RENDETEVI CONTO DELLA PERICOLOSITA' CHE QUESTO SUCCEDA VERAMENTE...


Hey Jack

Hey Jack!
prendi la palla!
Dai non fare la merda e corri a prendere quella cazzo di merda di palla.
Non me ne frega niente se non puoi correre perchè ti fa male la gamba, alzati e vai subito a prenderla.
Jack sei un figlio di puttana, ora mi stai facendo veramente incazzare, chiudi quella fottutissima bocca e invece di sparare stronzate vai a raccogliere quella merdosissima palla.
Jack non te lo dico più, ora prendo la pistola e ti faccio schizzare le cervella di fianco al pallone.
Non sto scherzando Jack, non mi devi dire che la palla l'ho tirata io e devo andarla a prendere, tu adesso alzi quel culo da lebbroso e vai a prendere il pallone.
Conto fino a 3!
1 2 3!
Bravo!Hai visto che quando vuoi capisci!
Jack!La palla è buca!
Cristo santo te l'avevo detto di andarla a prendere sennò si bucava!
Adesso mi sa proprio che ti devo far scoppiare quella faccia di merda.
Anche io ho famiglia che credi?
Jack,Jack,Jack povero Jack, vuoi che ti sparo in testa o nel torace?
No! Decidi o nella testa o nel torace?
Fai lo spiritoso?
Va bene!
Pum!
Mi ero rotto le palle di giocare con quel frocio schifoso.
Damon vieni qui!
Vai a prendermi la palla...


Tyler

mercoledì, ottobre 20, 2004

Ognuno ha un animale che scalpita dentro di se, e questo fa parte di tutti noi ma le persone si differenziano oltre che per le solite ragioni dal fatto che possono nascere più o meno simili a quell’animale.
Più si è caratterialmente simili a quell’animale più si tende ad essere aggressivi e iracondi, ma il vero problema per tante persone è il conflitto…quando tu ti rendi conto di essere parte integrante di quell’animale ma sai per certo che devi stargli lontano, che non lo devi seguire, che non lo devi cercare; ogni volta tu e quella bestia famelica pensate sempre e comunque la stessa cosa, ma tu la ricacci nel tuo io, la nascondi al mondo, la tieni al guinzaglio e anche se sai di fare la cosa giusta non sarai mai felice come se tu e lei foste una cosa sola nella folle corsa verso la dilaniazione.
Tu la tieni li calma e buona ma non è cosi, lei sbuffa e sbrana nella tua persona e distrugge le tue certezze, cerca carne e finchè non l’avrà trovata non smetterà mai di urlare e condizionare la tua vita…e prima o poi riuscirà ad uscire e sarà ineluttabile, il tuo sguardo si farà il suo, sanguinario, spietato e incomincerai a digrignare i denti a muovere nervosamente le mani e come lei ulula dentro di te tu alzerai la voce coprendo ogni singolo suono.
In quel momento divorerai il tuo nemico e non avrai torto, non sarai mai perdente, sarai il più forte e potrai intimidire tutti quelli che ti stanno intorno con un solo sguardo e in quel momento cosi fuggevole sarai sazio come se la bestia avesse sbranato la sua preda e la stesse portando con se.
Ma dopo aver placato la tua sete cosi terribilmente e dannatamente inarrestabile la bestia si ritirerà contenta di essere piena e di essere riuscita a spezzare il guinzaglio e tu tornerai l’uomo che eri prima che la bestia prendesse il sopravvento… e li penserai a quello che hai fatto, ti guarderai allo specchio e non riuscirai a riconoscerti, contorcendoti per ciò che hai fatto.
In quel momento capirai veramente che tu sei quella bestia e che stai contenendo il suo spirito, e ciò ti farà terribilmente male, ma non potrai mai essere interamente l'animale che affossa i tuoi pensieri e quindi rimarrai in mezzo a due vie e non potrai scegliere veramente cosa vorresti essere, dovrai soltanto accettare ciò che sei e anche se potrai pensare di controllarla ti farai sempre più male e prima o poi ti scapperà la situazione di mano e lei uscirà…non importa ne dove ne quando perché sarà lei a decidere, e tu ti sentirai colpevole ma ti piacerà più della tua stessa vita e sentirai nella gola il profumo di sangue che tanto senti bollire nelle tue vene…come avevo detto prima il vero problema è il conflitto.

Tyler

martedì, ottobre 19, 2004

tante volte le cose mi vanno tanto male che vorrei dar fuoco a tutto e spappolare ogni essere vivente...I want fire, more fire, let they can see my anger Posted by Hello

sabato, ottobre 16, 2004

X Cinefili

Questa è una serie di nomi di personaggi di film famosi e non, ditemi a che film appartengono e il nome e cognome dell'attore che li impersona.

Frank Drevin

Mr. Pink

Joe Tanto

Paul Atreides

Lando Calrissian

Eric Finkle

Robert Polsen (mi basta solo il film è troppo difficile)

Daniel Ocean

Anna Scott

Daniel Jackson

Gabriel Logan

Kaiser Sauzee

Vassilji Saitzev (se si scrive cosi mi basta il film)

Sbizzarritevi :-)




Una stazione vuota
e una luce al neon zoppicante,
aria consumata da qualcun’altro
e rumori lontani.

Fantasia e realtà si mischiano
nella solitudine involontaria,
i suoni si trasformano e
sembrano vicini.

Gli oggetti mutano e diventano
ciò che noi vogliamo,
la nostra immagine cresce
e cambia in ciò che è sempre voluta essere.

Il cielo appare nella porta trasparente,
grigio e triste,
insignificante ma bellissimo,
nasconde il silenzio.

venerdì, ottobre 08, 2004


mi mancano Posted by Hello

Rieccomi!

Hola boys, è da un po che non mi facevo più sentire nel blog, e per farmi perdonare vi porgerò al più presto una cosa succosissima!............curiosi eh?
Vi dico solo che è una foto (che devo ancora trovare tra l'altro).
Ciao a tutti csb

lunedì, ottobre 04, 2004

QUESTO RACCONTO E' DA FINIRE POSSONO FINIRLO TUTTI, DATEVI DA FARE, CERCHERO' DI FINIRLO ANCHE IO

Odio quell’ espressione sul suo viso, odio quell’ impressione marcata a ferro e fuoco sul suo ghigno di sfida, non ne vedi mai la fine e in qualsiasi cosa tu lo guardi ti accompagnerà per sempre come se fosse la tua stessa ombra. Per Sean ogni cosa è una sfida, ogni sfida va vinta e nella maggior parte delle volte il risultato è monotono. È da tempo che conosco quel lato di lui, nulla conta, solo vittorie, le persone e le cose sono le stesse, solo traguardi, solo trofei, ogni cosa a suo tempo, prima o poi passerà con lui o sotto di lui e non ci saranno rivincite.
Conosco Sean perché lo conoscono tutti, chi non conosce il quater-back nonché capitano della squadra di football, vincitore di 4 campionati di fila? Chi non ha mai visto la sua chioma fluente scintillare alla luce fittizia dei neon scolastici? E chi non mai sentito i suo discorsi come presidente del consiglio studentesco?
“Cristo cosa vorrei rasarlo a zero!!!!�
Ogni giorno lo vedo passare con la sua mercedes d’ importazione decappottabile con i suoi bellissimi, lucentissimi e fottutissimi capelli che lasciano intravedere Eloise Marshall, la più bella ragazza che io abbia mai visto, mio fratello direbbe:
“La cosa più bella del mondo dopo le vongole…si intende?�
Chiunque avrebbe potuto dire che Eloise era brutta ma lo avrebbe fatto solo per invidia.
Sean non era intelligente, ne eccessivamente simpatico, ma era ricco e bravo a giocare a football, in più aveva le 3 caratteristiche fondamentali per arrivare a soddisfare i suoi progetti alla “Mein Kampf�:
-apparenza
-sicurezza
-conoscenze.
Molto più di quello che può permettersi un genio.
Non sto parlando del cattivo delle favole, non era cattivo, aveva di sicuro una brutta faccia da culo ed un’ arroganza sovraumana ma lui non era il tipo di ragazzo che andava in giro a fare scherzi del cazzo con gruppetti di cretini al suo seguito per incutere rispetto…lui il rispetto lo aveva già e voleva portare la sua carcassa avida al più alto posto di comando che ci fosse e non gli importava degli altri, lui avrebbe scalato tutte le barriere possibili e immaginabili per trovare e conquistare il posto che gli spettava di diritto, un gradino sotto Dio.
Nel tempo si delineava sempre più la passione per Sean Anderson e tutti dal primo all’ultimo lo avrebbero aiutato a succedere nel suo intento, tutti quanti, tutti tranne me.
La mia situazione familiare si complicava ulteriormente ogni giorno sempre di più, i miei genitori sembravano degli zombie e io mi sentivo sempre più spaesato come un pinguino in mezzo ad un deserto e questo non mi aiutava nel fronteggiare il mio rivale anzi mi distanziava da lui sempre più.
Ci fu un periodo che lo ammiravo davvero perché pensavo seriamente che ciò che aveva lo doveva al suo grande talento, ma ciò mi parve più limpido e chiaro alcuni mesi dopo quando capii che per suo padre niente aveva un prezzo e quindi avrebbe avuto tutto quello che desiderava.
Oltre alla serie di circostanze spiegate precedentemente era come se quel ragazzo avesse un potere d’attrazione, un passe-partout che gli permettesse di ottenere qualsiasi cosa, dalla più insignificante alla più dannatamente difficile,e lui ne era consapevole, perché il suo sguardo non tradiva un minimo di insicurezza: dove c’era il panico lui era l’eroe, dove c’era una crisi lui era il gran salvatore.
Era un guru e la città come primo obbiettivo della sua ascesa era ai suoi piedi e ciò non faceva nessuno scalpore anche perché gli Anderson erano e sono tutt’ora una famiglia rispettabilissima e lui era un ragazzo molto in gamba.
Mio nonno un giorno mentre camminavamo per andare a prendere le sue amatissime sigarette mi disse:
“Il punto debole di qualsiasi piano è dare per scontato che tu sappia più del tuo nemico�.
E cosi era veramente e questo mi dava almeno un piccolo vantaggio, che seppur piccolo coltivava la speranza in me di poterlo battere, almeno per una volta, strisciante ai miei piedi.

Sean viveva fra l’alba e il tramonto nel quartiere più bello della città dove anche il sole sembrava più vivo e dove gli uccelli non smettevano mai di cinguettare; io invece vivevo in affitto nella periferia a nord, dove in inverno il vento punge le gote e le piante scompaiono fra il bianco della neve, il mio condominio era di colore sbiadito tendente ad un rosso mattone, le sole cose che lo rendevano fiero erano i camini da cui sbuffava pensieroso fumo e il vialetto che portava dal cancelletto d’ingresso alla porta di entrata, era cosi bello che le sue lastre collocate su un piccolo manto erboso splendevano grazie ai lampioni e ogni sera come in una favola invece di attraversare il vialetto mi sembrava di attraversare un fiume camminando sulla superficie dell’acqua come un mago nei migliori film.
Il mio stato d’animo presto cambiò e divenne un’ostinata e riluttante invidia verso quel cazzone che continuava a pavoneggiarsi senza la minima considerazione dell’umiltà che comportava essere nella sua posizione, ma il mio orgoglio tambureggiava vendetta e il mio sangue ribolliva rumorosamente nelle mie vene aspettando di potermi vedere soddisfatto.
Ciò che non ho mai saputo accettare è la sconfitta , De Coubertain scrisse in merito:
“L’importante non è vincere, ma partecipare�io invece ho una visione bassa della vita, il mio motto si discosta molto da quello di De Coubertain è più un:
“Vincere o morire�oppure “morte o gloria�, che io possa essere perdonato per quello che ho fatto e che sto dicendo ma per avere una vittoria ci si impegna a dovere e se non si riesce ad essere più forti la rabbia può renderti schiavo e meschino e farti usare i trucchi più subdoli, perché la vittoria è come una droga, non puoi farne a meno e più ne hai più ne vuoi.
Se io non posso vincere allora non lo farà nessun’ altro.
Non mi ricordo bene esattamente come iniziò ma un giorno io e Sean cominciammo a pensare in grande, e le nostre strade si incominciarono a delineare, ma la mia mente anche se lucida e preparata non poteva niente contro il suo strapotere che marciava demolendo ogni ostacolo che trovava sulla sua strada per arrivare all’agognato posto di vice-Dio.
Al contrario dell’eterno vincitore io arrancavo a fatica senza trovare spiragli e seppellendo i miei vessilli battaglieri sotto un manto di vergogna, lui cresceva, io affondavo, ma come dicevo prima certe persone non abbandonano le proprie ambizioni e sono disposte a seppellire la loro dignità per i propri scopi, e cosi capita, anche nei momenti più bui che il vento cambi direzione e che qualcuno riacquisti la fortuna persa per strada, ma non sempre è la persona giusta
…

Tyler

venerdì, ottobre 01, 2004


Visto che belle statue hanno in Russia?

(Per scoprire il trucco cliccate sulla foto)