Ray (3)
AL RITMO DI UN TANGO
La vidi per la prima volta mentre ero sul treno; io ero affacciato al finestrino, stanco e triste, dopo una giornata uguale a tutte le altre in un autunno monotono. Il cielo era grigio e un po’ di quel grigio era entrato anche dentro me, l’aria era umida e una leggera pioggia fredda scendeva lenta dalle nuvole più alte. Davanti alla stazione non c’era nessuno ad aspettare il treno, tranne lei, ferma ed immobile guardava per terra e pensava a qualcosa; avrei voluto entrarle nella mente per scoprire cosa potesse pensare una ragazza del genere, tutta sola in una stazione vuota.
Il mio sguardo attraversò il vetro del finestrino e si posò sul suo volto, sui suoi capelli, i suoi occhi, le sue spalle e il suo seno, e poi giù lungo i fianchi e le gambe; quando lei alzò la testa e mi guardò sentii nella mente, nel cuore e nel mio intimo un brivido improvviso e un desiderio di amore e passione che mi stupì e mi eccitò all’istante.
Vedendo i suoi occhi, in un attimo di paura, abbassai lo sguardo, ma la mia voglia di rivederli subito mi costrinse a alzare di nuovo la testa e tornare ad osservare quello stupendo riflesso di vita che era comparso così inaspettatamente davanti a me, quell’ essere meraviglioso che aveva scelto quel preciso istante per essere lì davanti ai miei occhi.
I nostri sguardi si incrociarono e adesso fu lei ad abbassare il capo, io continuai a fissarla e già mi immaginavo abbracciato a lei, pronto ad assaporare ogni parte del suo tiepido corpo, deciso a fare e a farmi fare ciò che lei voleva; la guardavo e vedevo la mia bocca sui suoi seni morbidi, la mia lingua sui suoi capezzoli duri e sentivo nelle mie orecchie la sua dolce voce e i suoi spezzati sospiri di piacere. Vedevo il suo corpo bianco e nudo sotto di me, le sue labbra rosse aprirsi in un sorriso, i suoi capelli circondarle il volto come una stupenda cornice circonda un quadro bellissimo, vedevo le sue mani su di me darmi piacere con pochi movimenti dolci e lenti, sentivo la sua pelle liscia e più giù i suoi peli soffici tra le mie dita, sentivo il suo profumo e il dolce umido del suo piacere.
Lei mi guardò ancora e rimanemmo così per un po’ a fissarci, come se entrambi volessimo ricordare per sempre l’uno il volto dell’altro; come in un film o in un sogno il tempo sembrava non esserci più, esistevamo solo io e lei e i nostri pensieri immersi nel grigio infinito di quella giornata e di quelle che fino ad allora erano state le nostre vite.Mi chiesi lei a cosa stava pensando, se sentiva ciò che io provavo dentro di me. Poi la vidi sorridere e capii che prima o poi ci saremmo incontrati ancora, che ogni centimetro del mio corpo presto sarebbe stato suo e che non avrei mai potuto dimenticarla, perderla o lasciarla a qualcun altro.
2 Commenti:
mi hai sorpreso!
Mi aspettavo il solito finale triste che denota la ineluttabilità della vita senza nessuna speranza (che seppur bello non mi rende felice :-)eheheheh)...
...invece un finale bello e pieno di significato, non una banale corsa verso di lei seguita da bacio appassionato come nei film americani.
Complimenti.
tyler
Grazie socio.. mi fa molto piacere..
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