sabato, marzo 12, 2005

Un Gatto Alla Rocca

Pace, pace, pace. La pace è questa. Seduto su una panchina al sole, cielo azzurro sopra di me, aria leggera. Appena mi siedo un gatto viene verso di me, saltando fuori da dietro un cespuglio, sale sulla panchina, mi viene in braccio. Gli faccio due carezze poi lui subito se ne va, trascinato via incuriosito da chissà quali pensieri. Sale sul muretto, si sporge per vedere cosa c'è lì sotto, poi si gira, di scatto scende, va dietro un albero e poi si allontana correndo lungo la strada, seguendo il muro della rocca, come se stesse cercando di acchiappare qualcosa che io non riesco a vedere. Ah, come vorrei essere anch'io come lui.
Questa è la pace. Seduto al sole e sognare di essere gatto, non avere pensieri, se non quelli che ti fanno inseguire qualcosa che non esiste, così, solo per gioco o per passatempo. Inseguire un'ombra lungo un muro, una foglia portata dal vento, seguire soltanto la propria fantasia che crea qualcosa di inafferrabile davanti agli occhi.
Chissà dov'è ora quel gatto, chissà dove l'ha portato la sua immaginazione, chissà quali persone gli ha fatto incontrare e quali luoghi gli ha permesso di scoprire. Chissà... Chissà se anche lui vedendomi ha sognato di poter essere un uomo oppure se ha solo provato pietà per me e per ciò che io non riesco ad essere.