La macchina
Harry finiva sempre con l'arrampicarsi sui vetri, era il free-climber dei discorsi, riusciva sempre a cavarsela e non riusciva mai a smetterla di cacciarsi nei guai.
Lui come la maggior parte dei ragazzi che erano di quello stampo, di quella razza, sapeva di ottenere tutto ciò che voleva, ma non era di quelli che tengono tutto per se aveva una grande generosità e sapeva darti una grande amicizia.
Ormai non lo vedo più da quando è salito su quella macchina quella notte di due mesi fa, nessuna traccia, svanito nel nulla, ma quella notte è stato tutto cosi limpido e solo io lo so, ma non posso dirlo a nessuno, mi prenderebbero per pazzo, forse addirittura mi sono immaginato tutto ma non smetto di credere che probabilmente è successo davvero, che quella macchina proveniente dal nulla si sia portata via il mio migliore amico senza che io potessi difenderlo, senza che io potessi fare niente per aiutarlo.
Proverò a spiegarvi come è andata, probabilmente non mi crederete, allora se non mi credete mettiamola cosi, sto cercando di ricordare un grande amico nel modo migliore possibile, dedicandogli una storia, qualcosa che non si cancella mai dalla memoria...ma per me resta sempre la verità .
Il sabato sera ci ritroviamo sempre in un parcheggio prima di uscire a bere, è il nostro punto di partenza e di arrivo per tutte le serate, non ci sarebbe più gusto a cambiare posto, e la tradizione è sempre la tradizione, è li che è cominciato quella sera, ed è li vicino che noi, io e Harry abbiamo trovato quella macchina, se si può dire cosi, sarebbe meglio dire che quella macchina ha trovato noi.
…�Harry, se ci sbrighiamo riusciamo a prenderci una pizza gratis in quel posto dove siamo andati giovedì sera, bastano due birre: una io, una te e ci spariamo una pizza in due, che ne dici?
“Non ho voglia di prendere la macchina fare 10 chilometri e arrivare in un posto che potrebbe essere chiuso, e poi non ho voglia di guidare.�
“Mhm, mi hai smontato l’idea della pizza, ora rimarrò con la bava finchè non mi addormenterò�
“Dai facciamoci due passi che cosi smaltisci la bava in eccesso.�
Ci incamminammo per una strada che facevo a piedi soltanto per portare il mio cane a fare pipi, non c’era anima viva e la gente li non abitava, c’era solo un vecchio negozio abbandonato.
Harry si accese una sigaretta e mi disse:
“Hai visto le cameriere dello Swing, quelle si che sono fighe, poi per i vestiti che portano dovrebbero avere il porto d’armi.�
Io non potei fare a meno di ridere, e gli dissi:
“Io darei qualsiasi cosa per scopare con due tipe, per me sarebbe il massimo, sarebbe il raggiungimento di un sogno, poi potrei diventare impotente per tutta la vita.�
Harry cominciò a sghignazzare e la sua risata era una di quelle risate grasse che ti travolgono e ti trascinano e anche se in quel momento da ridere non c’è niente tu non puoi non fare a meno di farlo, quella risata era l’ariete di tutte le battute, nessuno poteva resistere a quella risata, soprattutto le ragazze, non riuscivano a non svenirgli dietro, ci provavano, tentavano di resistergli ma lui era per loro un sogno che dovevano provare a raggiungere e lui come sempre non deludeva nessuno, esaudiva i desideri di tutti.
Se Harry non fosse stato cosi grande probabilmente quella sera non se ne sarebbe andato, sarebbe stato contento di negare quell’ invito, sarebbe stato contento di quello che aveva già , ma i grandi sono ambiziosi e non vogliono qualcosa, vogliono tutto.
“Che ne sai magari un giorno due ciccione ti violentano in un vicolo!!!�
Altra risata grassa con spreco di sputazzi.
Harry buttò la sigaretta e mi fece cenno che dovevamo andare, ci incamminammo nel buio ed ad un certo punto una macchina si fermò per chiederci qualcosa, era una limousine nera scintillante, sembrava non avere ne un granello di sporco ne un minimo graffio, i vetri erano a specchio, oscurati e quindi dentro non si vedeva niente ma ad un certo punto uno dei finestrini si abbassò e vidi un uomo sulla cinquantina vestito da manager, sembrava abbastanza sovrappeso, e notai che si stava asciugando il sudore della fronte con un fazzoletto bianco.
Mi guardò e mi disse:
“Ehi giovane.�
“Io?�domandai.
“Si tu, guarda dentro la macchina…�
Quello che vidi penso che me lo ricorderò per tutta la vita, all’inizio avevo paura di guardare pensavo che mi volessero rapinare o qualcosa del genere, ma all’interno della macchina scorsi dei lunghi capelli biondi, poi mori, e poi rossi, c’erano tre ragazze bellissime, stupende, inimmaginabili in quella macchina, tutte e tre mi salutarono e la mora oltre a far ciò mi fece l’occhiolino, mi eccitai in un lampo e non capii più niente, anche Harry era sconcertato, ma lui lo era ancora più di me.
“Le vuoi? Stanno aspettando solo te, vieni in macchina con noi e passerai una notte fantastica, la più bella della tua vita e non desidererai più averne altre.�
Dopo aver detto quella frase guardai bene quell’ uomo cosi apparentemente insignificante e scorsi che non aveva le pupille, i suoi occhi erano neri come il carbone e sembravano immensamente profondi, come se non avesse niente in quel corpo.
Non ero stato mai tentato cosi tanto in vita mia, avevo paura di prendere quella decisione ma l’ idea di essere dentro quella macchina mi aveva provocato un’eccitazione tanto forte da non capire neanche più chi ero e se ne valeva la pena, volevo solo entrare in quella macchina.
La mia indecisione anche se di pochi secondi fu però la fine di Harry, il signore di mezza età ad un certo punto mi guardò stizzito e disse:
“Va bene, ho capito, non te la senti, e tu Harry ti fai un giro con noi?�
Harry non aveva mezze misure o tutto o niente, non aveva paure, non aveva rimpianti ma il suo problema era che non sapeva rinunciare a nulla.
“Va bene.� rispose
“Harry…� provai a chiamarlo io ma lui era già in macchina abbracciato alla bionda, le bionde erano la sua passione, le bionde erano qualcosa che trascendeva il sesso, l’amore e i sentimenti, le bionde facevano gruppo a parte.
La porta si chiuse e nel finestrino vidi che Harry stava baciando la bionda, l’invidia fu solo di pochi secondi poi arrivò la paura, arrivò il senso di colpa perché non ero riuscito a portare via il mio amico dalla sua fine, come sempre l’eccesso.
In quella macchina avrei dovuto esserci io e non Harry, ma forse era già stato tutto deciso.
Non lo vidi più.
tyler
1 Commenti:
ogni riferimento a cose e persone è puramente casuale
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