incidente
Erano le tre e mezza e come sempre con quel caldo cominciavano a spuntare sulla mia maglietta le macchie di sudore sotto le ascelle, la temperatura era a dir poco spaventosa, non si riusciva a respirare.
Ad un certo punto nonostante il caldo decisi di sedermi sul marciapiede davanti ad una rotonda, non avevo più voglia di muovermi e la mia meta era rimanere li seduto ad aspettare che il caldo mi divorasse.
Non c’era un solo spiffero di vento, il sole cuoceva l’asfalto e gli scarichi delle macchine rendevano l’aria irrespirabile, ma non mi importava, preferivo godermi la mia immobilità , anche perché il luogo più vicino dove trovare un pò di vento era a più di 2 chilometri.
La mia giornata consisteva nell’aspettare quel momento, nel fissare continuamente la strada, con il più assurdo dei comportamenti, fissare il vuoto come se non si aspettasse niente.
Erano le 4 e di li a poco avrei dovuto andare, ma c’era ancora tempo per fissare ancora un pò quel vuoto cosi intenso che finiva in un punto indeterminato su quella strada rovente.
La mia faccia era stanca dal caldo e dalla fatica ma non era infelice, quel vuoto, quel fissare mi davano tempo, tempo per riflettere e per godere di quei momenti che durante la tua normale vita non puoi assaporare perché sei purtroppo impegnato a fare qualcos’altro, qualcosa di cui magari non te ne frega proprio un cazzo.
Io sono sempre stato un’ ottimo osservatore, sono sempre riuscito a carpire la vita delle persone che mi passavano davanti ma in quel momento volevo solo fissare senza batter ciglio, fissare, fissare, fissare, cosi da immortalare il tempo.
Erano le 5 e di li a poco sarei stato in ritardo se non mi fossi sbrigato, ma il mio appuntamento sarebbe stato puntuale, sarebbe stato perfetto.
Fissare, fissare, fissare…ma ad un certo punto qualcosa distrasse la mia attenzione, e come me altre persone che attraversavano quel luogo, in quel momento, non poterono non guardare. Una moto nera di grossa cilindrata affrontò la rotonda con coraggio facendo stridere le ruote e derapando sull’asfalto a grande velocità , una velocità esagerata, superò la metà del rettilineo, e il rumore mi passò davanti lasciando un lieve fischio nelle mie orecchie, come se quella moto dovesse passare di li una volta sola nell’arco di tutto il tempo possibile concesso.
Nel lampo in cui il motociclista ingranò la marcia probabilmente la quinta un bambino di otto anni attraversò tagliando come un macete la strada… il riflesso del motociclista fu terribilmente rapido la moto scodò in modo irregolare deviando la traiettoria e sebbene riusci a schivare il bambino il motociclista finì nell’altra corsia sotto le gigantesche ruote di un camion.
Tutto cosi breve, tutto cosi rapido, il motociclista e il bambino erano completamente immobili uno sdraiato in terra e l’altro in piedi nell’aiuola fra le due carreggiate, in quel momento sembrò che il mondo si fosse fermato e nessun rumore attraversò quell’aria cosi afosa.
Allora tornai in fissa, tornai a fissare senza più degnare di neanche uno sguardo quel terribile incidente: senza preoccuparmi del ferito, di chiamare l’ambulanza o di vedere la situazione da vicino…fissare fissare fissare cosi da immortalare il tempo.
Un bambino si avvicinò a me e fissando nello stesso identico modo in cui fissavo io, mi disse:
“Ora non c’è più tempo.�
“Lo so.�risposi
“Ma almeno ora sono soddisfatto.�
“Soddisfatto di cosa?�
“Per una volta ho avuto la possibilità di rivedere qualcosa da un altro punto di vista.�
“E questo ti cambia?�
“Ormai nulla cambia, ma mi ha fatto piacere sapere di aver sbagliato, anche se ora non ho più la possibilità di rimediare.�
Tyler Durden
4 Commenti:
ho finito l'esame di politica economica, sono letteralmente fuso, ma non potevo non scrivere qualcosa per immortalare l'evento, spero vi piaccia.
ci saranno un mucchio di errori dovuti alla stanchezza....ma fanculo è lo stesso.
tyler
Notevole...
Il caldo, l'attesa e tutta questa staticità sono angoscianti...Quasi non vedevo l'ora arrivasse l'incidente annunciato dal titolo...
attenti alle ultime righe quello è il senso del racconto.
tyler
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